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Anno scolastico al via: 10 consigli per risparmiare sui libri

Cronaca
Lo scambio di volumi usati: un'opzione per risparmiare fino al 50% (Fotogramma)

L'usato e lo scambio tra studenti funzionano sempre. Ma anche le nuove tecnologie, dagli e-book all'e-commerce, possono contribuire a rendere il conto meno salato: ecco il decalogo dell'Unione Nazionale Consumatori

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Nuovo anno scolastico, nuove spese. I libri sono una voce importante nel bilancio di molte famiglie. E in crescita: secondo l'Unione Nazionale Consumatori, l'aumento sarà dell'1,4%, ridotto rispetto all'1,8% dello scorso anno ma pur sempre un ritocco che accresce di qualche euro una spesa già consistente. Alcuni consigli per risparmiare potrebbero quindi tornare utili: alla lista di quelli classici si aggiungono anche le opportunità concesse dai formati digitali. Le ha riassunte in un decalogo l'Unione nazionale consumatori.

Verificate le nuove edizioni

I genitori verifichino prima dell'acquisto, se l'edizione “nuova” è realmente tale. A volte, infatti, non ci sono differenze di rilievo, se non alcuni accorgimenti grafici.

Libri usati

Meglio comprare i testi da studenti ai quali non servono più. Il risparmio, in questi casi, è del 50% sul prezzo di copertina. In alternativa, l'usato si trova anche nelle bancarelle, in qualche libreria e in alcune catene della grande distribuzione: in questi casi il risparmio sarà in feriore (intorno al 30%).

Libri scolastici online

La libreria sotto casa (soprattutto nei piccoli centri) si concentra sui libri di testo scelti dalle singole scuole. Ciò non toglie che, con pochi click, potrebbe diventare conveniente acquistare online. Cercare occasioni online non costa nulla e potrebbe portare a un risparmio del 15%.

E-book per chi usa i tablet

Molto dipende dalla disponibilità, sia dei titoli che degli insegnanti (non tutti consentono l'uso di dispositivi digitali). Ma l'Unione nazionale consumatori dice “sì ai libri in formato digitale, scaricati su tablet o computer. Leggere libri direttamente sul tablet alleggerisce sia la spesa che lo zaino dei ragazzi”. Prima di optare per questa soluzione, però, meglio indagare sui costi di una eventuale stampa “in proprio”: potrebbero essere superiori a quelli di un acquisto tradizionale.

Scambi tra studenti

Un altro “sì” va allo scambio di libri. Gli studenti o i loro genitori spesso si organizzano facendo rete in proprio. Ma, secondo l'Unc, “le scuole dovrebbero favorire lo scambio diretto tra studenti consentendo nelle bacheche l'affissione di annunci e organizzando specifiche iniziative”.

Sharing economy

Anche la scuola, come tanti altri settori, dovrebbe aprirsi alla sharing economy, cioè alla condivisione di alcuni libri, che rappresenterebbe una buona alternativa allo scambio. “Oltre a risparmiare, si educano i giovani all'economia della condivisione. Si può, ad esempio, acquistare un solo libro e poi dividerlo con il compagno di banco o con il compagno di classe con il quale si fanno solitamente i compiti”.

Biblioteche

Tentar non nuoce: chiedete che nella biblioteca della scuola o del comune ci siano in abbondanza i libri di testo, in modo da poter ricorrere a prestiti a domicilio. Ideale è il comodato d'uso: gli studenti tengono il libro per tutto l'anno e si impegnano a restituirlo in buone condizioni.

Acquisti all'ingrosso

Questo è un passo che spetterebbe ai presidi. Ma i genitori potrebbero proporre l'idea: alcune scuole acquistano i libri di testo per conto di tutti gli studenti, in modo da risparmiare sull'acquisto grazie al grande quantitativo e all'ordinativo all'ingrosso.

Libri a cura dei professori

In alcune scuole i professori realizzano dispense gratuite per gli studenti. L'abitudine è ancora poco consueta, ma l'Unc spera che “si diffonda questa iniziativa lodevole”

Grande distribuzione

La grande distribuzione potrebbe rivelarsi una buona opzione non solo per l'acquisto di libri usati, ma anche per quello dei nuovi. “Anche presso gli ipermercati è possibile acquistare libri scolastici, risparmiando rispetto alla cartolibreria”. Cambia il tipo di risparmio: di solito, nella grande distribuzione si può spendere un 15%-20% in meno, non come sconto puro ma tramite buoni acquisto.