Expo, scarcerato Maltauro: va ai domiciliari

Cronaca
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L’imprenditore era finito in carcere l'8 maggio nell'inchiesta sulla presunta "cupola degli appalti". La decisione del gip a seguito di ulteriori riscontri investigativi forniti dall'industriale vicentino. Sollievo a Milano dopo il decreto del governo

Scarcerato. Il gip di Milano Fabio Antezza ha concesso gli arresti domiciliari a Enrico Maltauro, l'imprenditore finito in carcere lo scorso 8 maggio nell'inchiesta sulla presunta "cupola degli appalti" con al centro anche appalti dell'Expo (tutte le foto). Secondo la difesa, la scarcerazione è stata disposta anche a seguito di ulteriori riscontri investigativi forniti da Maltauro.

Maltauro ai domiciliari
- Una precedente istanza di scarcerazione, presentata dai difensori, era stata respinta dal gip tre giorni fa (che aveva invece accolto la richiesta di domiciliari per l'ex manager Expo Angelo Paris) in quanto - questa la motivazione formale - non erano stati indicati eventuali familiari in grado di provvedere alle sue necessità domestiche. Con gli ulteriori riscontri forniti da Maltauro su alcuni punti dell'inchiesta, invece, il gip ha deciso di concedere i domiciliari.

La difesa: costretto a pagare per lavorare - L'imprenditore, tra l'altro, nei suoi verbali ha ricostruito passo passo il presunto sistema di appalti in cambio di tangenti messo in piedi dalla cosiddetta "cupola", che sarebbe stata composta dall'ex Dc Gianstefano Frigerio, dall'ex funzionario Pci Primo Greganti, dall'ex senatore Pdl Luigi Grillo e dall'ex esponente Udc e poi in Ncd, Sergio Cattozzo. L'imprenditore, in sostanza, avrebbe raccontato di essere stato costretto a pagare mazzette per poter lavorare in questo contesto. All'impresa di Maltauro sarebbe stato assegnato, con una gara turbata, l'appalto di Expo per le cosiddette 'architetture di servizi'.

Dl anticorruzione - Intanto, Milano tira un sospiro di sollievo dopo la presentazione del decreto anticorruzione, che tra l'altro conferisce più poteri a Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Anticorruzione: potrà vigilare sui contratti pubblici ordinando ispezioni. Ma soprattutto avrà il potere di commissariare singoli appalti sospetti.

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