Fecondazione, Consulta: divieto eterologa lede le coppie

Cronaca

Depositate le motivazioni della sentenza dello scorso aprile. La vecchia norma rappresentava "una lesione della libertà fondamentale" di formare una famiglia con figli

Il divieto assoluto di praticare la fecondazione eterologa rappresentava "una lesione della libertà fondamentale della coppia destinataria della Legge 40 di formare una famiglia con dei figli, senza che la sua assolutezza sia giustificata dalle esigenze di tutela del nato". Lo scrive la Corte Costituzionale nelle motivazioni della sentenza dello scorso aprile, che dichiarò l'incostituzionalità di tale divieto. Con la caduta del divieto, si precisa, non si crea alcun vuoto normativo. Esistono già infatti tutte le norme applicabili per praticare questa tecnica in Italia.

Consulta: libertà della coppia ad autodeterminarsi - La scelta delle coppie assolutamente sterili "di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli - si legge ancora nella sentenza - costituisce espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi", riconducibile ai principi dettati dalla Costituzione. "Le limitazioni di tale libertà, ed in particolare un divieto assoluto imposto al suo esercizio, devono essere ragionevolmente e congruamente giustificate dall'impossibilità di tutelare interessi di pari rango", rileva la Consulta e dunque, "la determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile o infertile, concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali".

Legge 40, tutti i divieti abbattuti dai giudici - In 10 anni la legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita in Italia ha già visto per 28 volte l'intervento dei tribunali (con 19 'bocciature') e la 'riscrittura' di alcune sue parti con sentenza della Corte Costituzionale.
Sono quattro i 'pilastri' della legge sulla fecondazione in vitro già cancellati dai giudici: il divieto di produzione di più di tre embrioni, l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, su cui è intervenuta appunto la Consulta nel 2009, e il divieto di diagnosi preimpianto (ma per le coppie infertili, quelle che hanno accesso alla Pma, con intervento del Tar del Lazio sulle linee guida) fino ad arrivare al divieto, ora cancellato, di fecondazione eterologa.
Ma per l'associazione Luca Coscioni (forse la più attiva fra le associazioni che si sono battute contro la legge) ora è arrivato il momento di abbattere l'ultimo importante pilastro, cioè il divieto di utilizzare gli embrioni non utilizzati a fini di ricerca.

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