Ilva, Passera: “L’alternativa pane-veleno è inaccettabile”

Cronaca

Il ministro dello Sviluppo interviene sullo stabilimento al centro di un’inchiesta per disastro ambientale. “Se si chiude non si riapre più. Serve l’impegno di tutti per non spegnere i forni, salvaguardando la salute. I fondi per la bonifica ci sono”

Gli impianti dell'Ilva di Taranto, lo stabilimento al centro di un'inchiesta per disastro ambientale, non devono rimanere aperti "a qualsiasi costo", senza cioè tener conto dei problemi legati alla salute, ma "ci deve essere l'impegno di tutti a non chiuderli perché Taranto si porta dietro una serie di filiere" fondamentali. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, intervistato a Uno Mattina. Secondo il ministro, che ha ricordato che "se si spegne uno di quei forni poi non lo si riaccende più", si deve intervenire in tempi rapidi. L'alternativa pane-veleno "è inaccettabile”. Quello che l'azienda stava facendo, le risorse che il governo ha messo a disposizione per bonifiche e interventi, buona volontà e il tempo per raggiungere certi standard e non parametri estremi, "sono tutti elementi - ha aggiunto - che possono portare a evitare la chiusura".

Le dichiarazioni del ministro Passera arrivano all’indomani dell’allarme chiusura del presidente della società Bruno Ferrante. "Chiudere Taranto significa chiudere anche Genova e Novi Ligure" ha detto ascoltato dalla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.  E oggi, martedì 7 agosto, il presidente Ferrante, al termine di un incontro avuto con il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e con l’assessore regionale dell’Ambiente Lorenzo Nicastro ha sttolineato: "Noi, in questi giorni siamo andati al di là delle autorizzazioni amministrative e del dettato normativo proprio per dare il segnale di un impegno serio, concreto, di una volontà precisa anche da parte di Ilva di ridurre l'impatto ambientale che lo stabilimento ha sul territorio di Taranto".
"La novità – ha detto anche Vendola al termine dell'incontro – è che l'Ilva si impegna a dare una risposta prima ancora che ci siano le pronunce del Tribunale"."In questo senso - ha spiegato - abbiamo molto sollecitato l'azienda trovando nel dottor Ferrante un interlocutore leale e attento".

Intanto, cresce l’attesa per la decisione del Tribunale del Riesame sui ricorsi dell'Ilva contro il sequestro degli impianti dell'area a caldo e dei difensori degli otto dirigenti ed ex dirigenti arrestati. Decisione che potrebbe arrivare mercoledì 8 agosto (c'è tempo fino al 9 agosto). Mentre a Bari sono cominciati i lavori della cabina di regia che dovrà individuare gli interventi urgenti di bonifica e riqualificazione di Taranto, secondo quanto stabilito dal protocollo di intesa sottoscritto il 26 luglio scorso a Roma.

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