Tangenti, in manette un assessore leghista

Cronaca
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David Codognotto, esponente della Lega Nord in un comune della provincia di Venezia, è stato arrestato in flagranza di reato. Avrebbe chiesto soldi in cambio di alcuni favori nell'ambito della sua carica pubblica. Imbarazzo nel partito, che lo ha espulso

Il piano lo aveva studiato bene e il telecomando per chiudere a distanza l'auto, dove poco prima erano stata messa una presunta “mazzetta” di 15.000 euro, non lo aveva tradito, ma a stopparlo ci ha pensato la Guardia di finanza. David Codognotto, 31 anni, consulente finanziario e assessore comunale della Lega Nord con delega per bilancio, tributi, sport e turismo a San Michele al Tagliamento (Venezia), è stato così arrestato in flagranza di reato. L'accusa è di concussione.

La vicenda sarebbe legata alla ristrutturazione del campo di calcio del Portogruaro, società neo-promossa in serie B, il cui campo è in fase di adeguamento per le norme previste dal campionato.

Codognotto, leghista nella giunta guidata da un sindaco del Pdl (tre i leghisti eletti, di cui due assessori), avrebbe preteso una tangente per una sponsorizzazione-beneficio finanziario alla squadra locale. Il presidente Francesco Mio però si è rivolto alla Guardia di finanza di Portogruaro. I militari delle fiamme gialle hanno così tenuto sotto controllo l'assessore e avrebbero seguito le fasi della consegna del denaro da parte della vittima. Dagli uffici comunali Codognotto avrebbe dato le istruzioni riguardo alle modalità del pagamento che la vittima ha seguito senza fare obiezioni. Prima ha fatto fotocopiare le banconote ai finanzieri e poi si è diretto nel luogo concordato per consegnare la presunta tangente.
Ha riposto, come da richiesta, la busta con i contanti richiesti dentro l'auto dell'assessore che l'aveva lasciata appositamente aperta. Codognotto controllava le fasi dalla finestra del Comune. Una volta che il denaro era stato riposto sul cruscotto dell'auto, l'assessore, sempre dal proprio ufficio, si sarebbe preoccupato di mettere al sicuro il “bottino” azionando con il comando a distanza la chiusura centralizzata delle portiere. Pochi minuti dopo, è sceso, è entrato nell'auto, ha preso la busta e controllato che tutto fosse a posto. Ritenendo di essere al sicuro, ha girato la chiave per l'accensione, ma è stato circondato dalle fiamme gialle che dopo averlo fatto scendere lo hanno arrestato.

Alla base della tangente, secondo quanto emerso dagli accertamenti, la promessa dell'assessore di adoperarsi per far prorogare la sponsorizzazione, evitandone la revoca. Le fiamme gialle sospettano che l'indagato possa aver chiesto altri favori sfruttando la sua carica pubblica.

Sul piano politico, l'arresto ha scatenato una serie di reazioni (tra l'altro è di poche settimane fa il caso di Edouard Ballaman, accusato di fare un uso eccessivo di auto blu e costretto a dimettersi da presidente del Consiglio regionale del Friuli). Il presidente del Veneto Luca Zaia, auspicando che venga fatta definita in tempo brevi la vicenda e che se ci fossero eventuali responsabilità "ci siano le giuste soluzioni", ha ricordato che per i leghisti la questione morale è un obbligo imprescindibile. Da parte sua, il segretario veneto del Carroccio Gian Paolo Gobbo, esprimendo “grande amarezza”, ha annunciato l'espulsione dalla Lega di Codognotto.

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