Papa: “La crisi colpisce i più deboli e indifesi”

Cronaca
epa01974466 Wearing his bishop's mitre, and dressed in gold and white vestments, Pope Benedict XVI continues to lead the procession - despite being knocked to the ground - at the beginning of the traditional Midnight Mass in the Saint Peter's Basilica late 24 December 2009 in Vatican City. The Pope was knocked to the ground by a disturbed woman  at the start of the procession into the Basilica.  But the 82 year old Pontiff was not harmed and went on to finish the two hour service.  EPA/ALESSANDRO DI MEO

Il pontefice nell’Angelus di oggi è tornato sulla crisi economica che sta colpendo in tutto il mondo: ““il fine dell'uomo non è il benessere, ma Dio stesso"

Ancora una volta il Papa richiama l'attenzione sulla crisi economica che aumenta le disuguaglianze sociali e la povertà. "Nell'attuale periodo di difficoltà economica - ha detto il pontefice in occasione dell'Angelus - diventano ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi".

"Tale situazione, pertanto - ha proseguito Benedetto XVI - impegna a promuovere uno sviluppo umano integrale per superare l'indigenza e il bisogno” e soprattutto ricorda che “il fine dell'uomo non è il benessere, ma Dio stesso" e "l'esistenza umana va difesa e favorita in ogni suo stadio", ha sottolineato il papa associandosi ai vescovi italiani nel loro messaggio per la Giornata della Vita, dedicata alla sfida della crisi.
Nei giorni scorsi Ratzinger ha lanciato due appelli per la salvaguardia dei posti di lavoro e per un maggiore "responsabilità sociale" da parte delle imprese.


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