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Guerra del latte: a Cagliari il tavolo con Centinaio

@ANSA
1' di lettura

L'appello alla calma lanciato dai pastori VIDEO

E' un quartiere quasi completamente blindato quello di Castello a Cagliari che ospita la prefettura dove è previsto il tavolo di filiera del latte ovino convocato dal ministro Gian Marco Centinaio. Al vertice sono chiamati la Regione Sardegna, le associazioni degli allevatori, i pastori, gli industriali e i responsabili delle cooperative.

Tutti gli accessi sono controllati da un'imponente schieramento delle forze dell'ordine e, salvo residenti, delegazioni che partecipano all'incontro e giornalisti, non si può accedere alla piazza antistante la prefettura e alle strade limitrofe. Anche gli stessi cagliaritani sono rimasti spiazzati da questa decisione che non era stata comunicata.

Si è verificato l'ennesimo blitz: un furgone frigo carico di latte della ditta Ferruccio Podda è stato assaltato da cinque persone a Santa Maria Navarrese, in Ogliastra. Il furgone è stato accerchiato dai manifestanti che, dopo aver costretto l'autista ad aprire il portellone, hanno rovesciato sull'asfalto tutti i contenitori di latte presenti all'interno. Il fatto è avvenuto ieri mentre l'autista era impegnato ad effettuare una consegna al supermercato Pam del centro costiero ogliastrino. L'azione è stata notata da diversi passanti e segnalata alle forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Santa Maria Navarrese che stanno provvedendo all'identificazione dei responsabili dell'azione che hanno agito a volto scoperto. L'autista, un giovane di Villaputzu, ha sporto denuncia nella stazione dei carabinieri del suo paese.

L'appello alla calma lanciato dai pastori presenti al tavolo di filiera al Viminale. 

 

"Ieri dopo 6 lunghe ore ci siamo alzati delusi e non possiamo dire certo dalla politica o dai sindacati ma esclusivamente dagli industriali: ognuno ha fatto la sua parte senza colori di appartenenza, per un po' abbiamo pensato di avercela fatta ma gli industriali non sono andati oltre i 0,70 più Iva - scrive un dei portavoce, Gianuario Falchi su Fb in un post rilanciato dalla pagina del Movimento Pastori - non ci sentiamo di dirvi che non c'è speranza, anzi il contrario. "Loro volevano dare 0,70 di acconto e poi tra un mese quando il ritiro sarà iniziato sederci al tavolo e rivalutare il prezzo: abbiamo puntualizzato che le nostre lotte non possono andare all'industriale e che in questo ritiro non ci giochino, come hanno sempre fatto che noi vigileremo".

"Noi - conclude Falchi - ce l'abbiamo messa tutta però non ci arrendiamo e abbiamo chiesto che siano loro a scendere in Sardegna sabato e risolvere il problema, fino ad allora dobbiamo tenere il fronte con tranquillità sperando che la notte porti consiglio agli industriali".
   

Data ultima modifica 16 febbraio 2019 ore 12:35

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