Acqua del rubinetto, berla fa bene: ecco perché

Ambiente

Alessandra Carboni

Acqua della bottiglia o del rubinetto? La questione sulla sicurezza di questa o di quell’acqua fa sempre molto discutere. Ma dove sta la verità? Ecco perché l’acqua del rubinetto è preferibile a quella in bottiglia

Spesso si attinge all’acqua pubblica con sospetto, ponendosi mille dubbi sulla sua effettiva salubrità e preferendole più volentieri l’acqua in bottiglia, considerata più controllata e quindi più sicura. La verità è che questa credenza va quantomeno ridimensionata, perché in realtà l’acqua del rubinetto può essere bevuta tranquillamente, essendo soggetta per legge a controlli che ne garantiscono qualità e sicurezza e, molto spesso, dicono i ricercatori è meglio di quella in bottiglietta. 

Dalle falde al rubinetto

Tra i miti da sfatare c'è quello che solo l'acqua in bottiglia arrivi dalla fonte e sia pura mentre quella del rubinetto sia trattata: in realtà molto spesso anche la prima viene sottoposta a trattamenti e anche la seconda arriva dalle falde. Nella quasi totalità dei casi, bevendo acqua del rubinetto nel nostro Paese beviamo acqua oligominerale, con residuo fisso basso: in tal senso ecco sfatato il mito secondo il quale l'acqua in bottiglia sarebbe da privilegiare in quanto più povera di sali e quindi più sana.

Più pura e controllata

L'acqua della rete idrica - che scorre e si rinnova continuamente - è regolarmente controllata dai laboratori di analisi dei gestori delle reti e anche dalla Asl, al fine di garantirne il consumo alimentare e a dare tempestivamente lo stop in caso siano rilevate irregolarità. Senza contare che i controlli cui è sottoposta l’acqua del sindaco hanno soglie di tolleranza più severe per alcune sostanze che non devono essere presenti in quantità eccessive, come il manganese. Discorso, questo, che è valido a patto che le tubature che portano l’acqua fino al rubinetto non siano obsolete e siano in buone condizioni, tali da non rilasciare sostanze indesiderate, come il piombo: indispensabile quindi accertarsi che l’impianto di casa o del palazzo sia in buono stato. D’altra parte, anche la conservazione delle bottiglie di acqua di plastica può comportare qualche problema. 

La minaccia del calcare

A chi non beve l'acqua del rubinetto perché "il calcare fa male e fa venire i calcoli" è giusto spiegare che il calcare è dannoso per la lavatrice - e più in generale per i metalli - ma non per la salute dell'uomo. Come spiegano gli esperti dell’Istituto superiore di sanità, il calcio contenuto nell'acqua che beviamo non favorisce la formazione dei calcoli renali e non è pericoloso in nessun modo per il nostro organismo. È ancora l’Istituto superiore di sanità a dirci che "anche le acque minerali ricche di calcio sono utili nella prevenzione della calcolosi renale mentre, viceversa, una dieta povera di calcio può aumentare il rischio di sviluppare questa patologia". In ogno caso, "ciò che conta di più è la quantità totale di liquidi che si assumono nell'arco della giornata, quantità che dovrà essere adeguata a consentire una corretta diluizione delle urine". L’importante è dunque bere tanto.

Un regalo all’ambiente

Al di là del puro vantaggio economico che si ha dal preferire l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia, un altro non trascurabile risvolto di tale scelta è quello ambientale. Che si tratti di vetro o plastica, l’acquisto di bottiglie di acqua ha un impatto ambientale considerevole, se pensiamo allo smaltimento della plastica, ai processi di imbottigliamento, al trasporto e al riciclo del vetro. Impatto decisamente non paragonabile a quello del gesto di aprire il rubinetto dell’acqua fredda.

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