Giornata dell'acqua, allarme del Wwf: "Le piogge record non risolvono la crisi idrica"

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Le piogge record di questo inverno non bastano a mettere l'Italia al riparo dalla crisi idrica, avverte il Wwf: "In questi ultimi decenni la disponibilità d'acqua nel nostro Paese si è ridotta del 19%. La gestione non può più essere frammentaria"

Le piogge record di questo inverno non bastano a mettere l'Italia al riparo dalla crisi idrica: lo afferma il Wwf Italia in occasione della Giornata mondiale dell'acqua che ricorre oggi 22 marzo. L'inverno 2025‑2026 (dicembre‑febbraio), spiega l'associazione ambientalista, "ha mostrato un quadro climatico caratterizzato da precipitazioni abbondanti e con anomalie significative in molte aree dell'Europa occidentale e del Mediterraneo, inclusa l'Italia, secondo i dati del Copernicus Climate Change Service. Le precipitazioni tra gennaio e febbraio 2026 sono state definite 'eccezionali' (nel bollettino ufficiale di Copernicus). Ciò non ha comunque risolto i problemi di scarsità idrica che affliggono il nostro Paese; ricordiamo che, secondo l'Ispra, in questi ultimi decenni la disponibilità d'acqua nel nostro Paese si è ridotta del 19%".

Wwf: "Serve pianificazione attenta e aggiornata"

"In questo scenario, la gestione dell'acqua non può più essere frammentaria o reattiva o basata su interventi emergenziali gestiti da Commissari straordinari (alla Siccità, al dissesto idrogeologico, alla depurazione...)", afferma Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia. "La risposta deve essere una pianificazione attenta e basata su aggiornati bilanci idrici che devono essere redatti dalle Autorità di bacino e deve includere la protezione e il ripristino del capitale idrico naturale, come zone umide, piane alluvionali, foreste e aree di ricarica delle falde, che fungono da sistemi naturali di stoccaggio e regolazione del ciclo dell'acqua. È necessario ripensare i modelli agricoli ad alta intensità idrica e occorre sviluppare infrastrutture resilienti, tecnologie di trattamento e riuso delle acque, digitalizzazione delle reti idriche e politiche di gestione che riconoscano l'acqua come un bene comune strategico, non più scontato", è il commento di Andrea Agapito Lodovici, responsabile Acque Wwf Italia. Accanto all'adattamento, è indispensabile rafforzare le attività di mitigazione della crisi climatica, precisa il Wwf, abbattendo rapidamente le emissioni di gas serra e abbandonando i combustibili fossili. 

Ispra: "Nel 2025 risorse idriche in calo del 9%"

Nel 2025, le precipitazioni totali in Italia sono state pari a 963,4 millimetri (circa 291 miliardi di metri cubi), in calo di circa il 9% rispetto al 2024, un anno particolarmente piovoso. Il 2025 fa però segnare un lieve aumento, del 2%, rispetto alla precipitazione media annua del periodo 1991-2020, ultimo trentennio climatologico, che ammonta a circa 285 miliardi di metri cubi. Lo fa sapere l'Ispra, spiegando che il dettaglio delle valutazioni sarà presentato il prossimo 24 marzo nel Workshop "Bilancio idrologico e disponibilità di risorsa idrica: aggiornamento 2025, previsioni stagionali e proiezioni climatiche", organizzato dall'istituto per la protezione e la ricerca ambientale. Nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile, vale a dire la quantità di precipitazioni al netto della perdita per evapotraspirazione, stimata in circa 128 miliardi di metri cubi, aggiunge l'Ispra, risulta in calo rispetto alle medie storiche, è stata inferiore di oltre il 7% rispetto alla media annua di lungo periodo (circa 138 miliardi di metri cubi), del 4% rispetto alla media dell'ultimo trentennio climatologico e di circa il 19% rispetto al 2024. "L'attuale aggiornamento del bilancio idrologico conferma la tendenza negativa osservata dal 1951 ad oggi", osserva l'Ispra. Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa, spiega che di fronte a questi dati "occorre agire in maniera propositiva e lungimirante: il tema dell'acqua è una priorità nazionale che Ispra contribuirà a far conoscere attraverso il proprio sistema scientifico, per rafforzare sempre più la cultura della gestione della risorsa idrica ed essere a fianco delle istituzioni e dei territori. È fondamentale - aggiunge - informare su come ridurre gli sprechi, promuovere una cultura dell'utilizzo sostenibile dell'acqua, del riutilizzo delle acque reflue". 

ZARCILLA DE RAMOS, SPAIN - JULY 28:  Dried cracked mud is seen at the Valdeinfierno reservoir on July 28, 2017 in Zarcilla de Ramos, Spain. Valdeinfierno is one of the Spain's oldest reservoir which was used to feed the fields of Lorca and Totana and nowadays is absolutelly unusable due to cracks on the dam and mud level on its bed. As the severe drought in Spain's Southeastern regions of Albacete, Guadalajara, Murcia and Almeria continues for a second straight year, water levels of the region's main reservoir are worryingly low. Despite of the national water levels are currently near 50% of its total capacity, the main reservoir feeding these regions are below 13% of their capacity. This prolonged drought and how the government is managing the water sharing among these regions are deeply hitting their economy. According to the Spain's environment ministry figures, Southern Spain's deserts are spreading and a third of the country is at risk of suffering a process of desertification as climate change, droughts, tourism add to farming pressure on the southeastern regions of Spain.  (Photo by David Ramos/Getty Images)

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