Earth Day, mangiare sostenibile fa bene al cuore e all’ambiente

Ambiente

Helga Cossu

Le ricette di Fondazione Barilla che abbattono le emissioni di Co2 presentate in occasione dell’Earth day 2021

Dimmi cosa mangi e ti dirò quanto inquini. L’impatto ambientale dei cibi che ogni giorno portiamo in tavola è certificato dalla Doppia Piramide di Fondazione Barilla, un modello alimentare sviluppato su basi scientifiche per aiutarci a capire cosa consumare per migliorare la nostra salute e quella del pianeta. Suggerimenti su prodotti e frequenza di consumo che fanno la differenza contrastando il cambiamento climatico.

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Due piramidi una rovesciata rispetto all’altra. La prima è quella della salute, con gli alimenti più “salutari” come verdura e frutta alla base. Quelli più dannosi sono al vertice  dove dominano carne rossa e formaggi che le famiglie italiane nonostante tutto continuano a consumare in eccesso mentre negli ultimi 20 anni si è ridotto del 20% il consumo di frutta e verdura. Consumi sbagliati che alimentano a livello globale le morti per malattie cardiovascolari responsabili solo in Italia di quasi il 36% di tutti i decessi. 

La piramide della salute suddivide gli alimenti con particolare riguardo alle malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel mondo. Una corretta alimentazione potrebbe evitare circa 9 milioni di morti.

L’altra piramide rovesciata guarda al clima ed evidenzia invece gli alimenti con minore impatto ambientale al vertice e quelli con maggiore impatto alla base dove restano le carni rosse che sull’ambiente impattano 30-40 volte di più rispetto alle verdure. Stime della Fao ricordano che le quantità del gas serra che derivano dal bestiame nel suo insieme sono pari più o meno alle emissioni di tutti i camion auto velivoli e navi  del mondo messi insieme.   

Questa piramide si basa sul database del progetto Su-Eatable Life, che classifica i diversi alimenti in base alla loro impronta di carbonio (emissioni di anidride carbonica equivalente), raggruppandoli in 18 gruppi e sette strati, che vanno da un'impronta di carbonio molto bassa a un’impronta molto alta. Gli alimenti che dovrebbero essere consumati più frequentemente per la nostra salute hanno generalmente anche un basso impatto sul clima.

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Gli esperti concordano nel dire che l’industria della carne è oggi una delle principali responsabili dell’emissione di gas serra nell’atmosfera, perché produce il 14% delle emissioni globali, in pratica più dell’intero settore dei trasporti. La produzione di carne e latticini comporta l’utilizzo dell’83% dei terreni agricoli, nonché di un terzo dell’acqua destinata all’agricoltura. Se a questo aggiungiamo la pratica degli allevamenti intensivi e l’uso di pesticidi, possiamo facilmente intuire i limiti di questo sistema.  Non solo. L’allevamento di animali comporta l’emissione diretta di metano  particolarmente dannoso per il clima, infine la necessità di fare spazio agli allevamenti determina disboscamenti responsabili dell’aumento di tonnellate di CO2.  

Cambiare le nostre scelte alimentari e adottare una dieta meno ricca (se non priva) di carne avrebbe dunque un impatto significativo sulle emissioni globali di CO2 e metano. Fondazione Barilla suggerisce di non rinunciare a niente e di mantenere una dieta varia. In sintesi, non è necessario rinunciare alla carne ma è importante ridurne il consumo magari riducendolo a una volta a settimana.

I sette modelli culturali sperimentali

Dalla doppia piramide basata sulla dieta mediterranea riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, Fondazione Barilla sviluppa quest’anno in via sperimentale 7 nuovi modelli Culturali per indirizzare le persone, ovunque nel mondo, verso scelte alimentari sostenibili. Sono modelli che per ogni classe di alimenti, indicano i cibi più adatti a ciascuna cultura gastronomica per sette grandi aree del Pianeta: Asia meridionale e orientale, Africa, Mediterraneo, Paesi nordici e Canada, America Latina e Stati Uniti.   

Le dieci raccomandazioni di Fondazione Barilla  

Fondazione Barilla ha lanciato 10 raccomandazioni che mirano a identificare soluzioni vantaggiose sia per la salute umana sia per il Pianeta: 

  1. Includere la sostenibilità e la salute in tutte le policy e in tutti i settori della filiera agroalimentare.
  2. Stabilire standard comuni su diete sostenibili e indicatori di monitoraggio.
  3. Promuovere la sostenibilità ricollegandola alle tradizioni, al patrimonio culturale, alla storia culinaria e promuovere norme globali di sicurezza alimentare.
  4. Creare policy che intervengano sul quadro generale del sistema alimentare, per affrontare la totalità dei cambiamenti dietetici e delle loro implicazioni socioeconomiche e ambientali.
  5. Promuovere policy integrate per l’alimentazione urbana che sostengano le filiere corte, l’agricoltura urbana e i mercati locali.
  6. Costruire infrastrutture e promuovere la formazione e l’istruzione per sostenere i piccoli agricoltori nella coltivazione sostenibile e nell’accesso ai mercati.
  7. Adottare politiche di approvvigionamento alimentare che assicurino cibo salubre, nutriente e sostenibile in tutte le istituzioni pubbliche e private.
  8. Proporre, testare e raffinare principi di sostenibilità nelle linee guida alimentari.
  9. Ridirigere i sussidi agricoli dagli alimenti base a quelli nutrienti e sostenibili, così da garantire questi ultimi anche ai gruppi più vulnerabili.
  10. Promuovere scelte alimentari salubri e sostenibili tramite contesti alimentari che le favoriscano, anche tramite pubblicità e marketing.

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