"Odissea Plastica", l'impatto della plastica sul nostro ecosistema

Ambiente

Il documentario, con Paolo Fratter, è un viaggio alla scoperta dell'impatto che questa sostanza ha sul nostro ecosistema, tra falsi miti e problemi concreti

Utile quanto pericolosa: la plastica è concepita per resistere nel tempo, ma purtroppo è anche utilizzata per produrre oggetti che vengono buttati dopo pochi minuti di utilizzo. Prodotto da Sky TG24 per l’Ordine Nazionale dei Biologi e realizzato da La Casa Rossa, il documentario "Odissea Plastica" racconta in quale modo l’ambiente risponda alla presenza di questo materiale che non è presente in natura. L'ecosistema ha provato a creare per lei un ciclo, un' "odissea" con la quale prova ad adattarsi alla sua presenza ma la convivenza non è tra le migliori.

Danni incalcolabili

Sono 8,3 miliardi le tonnellate di plastica prodotta nel mondo dagli anni ’50 ad oggi: un peso equivalente a un miliardo di elefanti o 47 milioni di balenottere azzurre. Nella sola Europa se ne producono ogni anno 64,4 milioni le tonnellate. Una quantità impressionante di materiale che, spesso utilizzato per pochi secondi, rimane per praticamente per sempre nell’ambiente se non smaltito correttamente. Sono 12,7 le tonnellate di plastica che ogni anno si riversano nei mari e che nell’acqua si deteriorano, trasformandosi in un vero e proprio nemico invisibile, le microplastiche: frammenti di grandezza inferiore al millimetro che hanno un impatto fortissimo sulla vita di flora e fauna marina.

 

Sky TG24 e l'Ordine Nazionale dei Biologi

Attraverso interviste a scienziati ed esperti, il documentario sfata i falsi miti relativi a questo argomento, mostra gli sforzi degli scienziati e degli studiosi per analizzare le conseguenze di micro e macro-plastiche sull’ambiente e racconta come la ricerca provi a combattere questo preoccupante fenomeno, anche tramite approcci innovativi come quello della robotica. Il documentario, inoltre lancia una riflessione su come sia possibile - modificando le nostre piccole abitudini, ripensando il modo di rapportarsi ai prodotti che consumiamo e riducendo la quantità di rifiuti che accumuliamo - difendere l’ambiente, arginando uno dei fenomeni che maggiormente turba i suoi delicati equilibri.

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