Africa, continua l'invasione di locuste. Gli esperti: è colpa del cambiamento climatico

Ambiente

Secondo la Fao potrebbe durare fino a giugno, con sciami che potrebbero crescere fino a 500 volte il livello attuale e arrivare fino alla Cina. A causarla probabilmente il riscaldamento globale, che ha provocato un clima umido e insoliti uragani

L’Africa orientale è da settimane vittima di un'invasione di locuste del deserto (FOTO) che, secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), potrebbe durare fino a giugno, con sciami che potrebbero crescere fino a 500 volte il livello attuale. Gli insetti provenienti dal deserto sono arrivati in sette Paesi del continente, divorandone i raccolti. Si tratta della peggiore invasione degli ultimi 70 anni per il Kenya e degli ultimi 25 anni per la Somalia e l'Etiopia. In Congo, invece, le locuste non si vedevano dal 1944. L’ultimo Paese ad essere stato colpito è il Sud Sudan. Le locuste rappresentano un'enorme minaccia alla sicurezza alimentare, perché un piccolo sciame in un chilometro quadrato può consumare la stessa quantità di cibo giornaliera di 35.000 persone, secondo la Fao: a rischio sono oltre 25 milioni di persone. Per l'organizzazione di aiuti umanitari Mercy Corps citata da Bbc Africa, l’invasione causerà probabilmente la peggiore crisi umanitaria della regione degli ultimi tempi. La causa di tutto questo, secondo gli esperti, potrebbe essere il cambiamento climatico.

Colpa del cambiamento climatico?

Le locuste del deserto si riproducono rapidamente nelle giuste condizioni meteorologiche, specialmente dopo periodi di piogge intense che causano il fiorire della vegetazione. Questo esercito di cavallette comprenderebbe tra i 100 e i 200 miliardi di esemplari e si sarebbe diffuso dallo Yemen attraverso il Mar Rosso. Come spiegano National Geographic e Reuters, gli esperti affermano che il principale responsabile di questa invasione, che ricorda una piaga biblica, è il prolungato periodo di tempo eccezionalmente umido, insieme ad alcuni uragani molto rari che hanno colpito l'Africa orientale e la penisola arabica negli ultimi 18 mesi. Questa tempestosità, che ha caratterizzato il 2019, è legata al dipolo dell’Oceano Indiano, la differenza di temperatura tra le due sponde del bacino oceanico indiano che si accentua o cambia di segno in modo ciclico. Lo scorso autunno il dipolo ha toccato il maggior picco di positività dal 1870 ad oggi. Le conseguenze si manifestano con intensi e opposti eventi meteorologici, a migliaia di chilometri di distanza tra loro: da un lato forti nubifragi e inondazioni in Africa orientale, dall’altro caldo e forti venti in Australia, che hanno favorito la diffusione degli incendi.

La situazione potrebbe peggiorare

Alcuni esperti temono che l’aumento della temperatura della superficie del mare sovraccarica a causa delle tempeste, unita al cambiamento climatico, possano portare ulteriori conseguenze estreme. “Penso che ci saranno nuove invasioni di locuste nel Corno d’Africa”, avverte Keith Cressman, della Fao. Il numero dei parassiti potrebbe crescere di 500 volte prima di giugno, quando inizia il clima secco che aiuta a frenarne la diffusione.

Arriveranno anche in Cina?

Dopo aver colpito anche India, Iran e Pakistan (FOTO), intanto si teme che le cavallette possano arrivare anche in Cina. Secondo gli esperti, le locuste del deserto possono entrare in Tibet dal Pakistan e dall'India, volare nella provincia dello Yunnan, nel sudovest della Cina, dal Myanmar, o invadere la Regione Autonoma di Xinjiang Uygur dal Kazakistan, rappresentando una grave minaccia per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza rurali. L'amministrazione di Pechino ha esortato le autorità locali a rafforzare il monitoraggio dei parassiti, a lanciare tempestivamente l'allarme, a potenziare la formazione di personale specializzato e a elaborare e migliorare i piani di risposta alle emergenze per combattere la possibile diffusione delle locuste. Finora l’Onu ha raccolto 33 milioni di dollari, ma per combattere le locuste ne sono necessari 138 in totale.

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