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Ghiacciaio della Marmolada, Cnr: scioglimento completo entro 25 anni

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 dell'11/12

2' di lettura

La "Regina delle Dolomiti" un tempo era una massa glaciale unica. Ora, secondo i dati raccolti dai ricercatori dell'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche, è frammentata e suddivisa in vari punti, dove affiorano le rocce sottostanti

In soli 10 anni il ghiacciaio della Marmolada, montagna iconica delle Dolomiti, ha ridotto il suo volume del 30%, mentre la diminuzione areale è stata del 22%. A rivelarlo, uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), delle Università di Genova e Trieste, dell'Università gallese di Aberystwyth e dall'ARPA Veneto, che ha messo a confronto due rilievi geofisici sul ghiacciaio effettuati nel 2004 e nel 2015. Il lavoro è pubblicato su "Remote Sensing of the Environment". "Il primo rilievo", spiega Renato Colucci del Cnr-Ismar, "è stato acquisito usando una tecnologia non invasiva utilizzata in geofisica, basata sul segnale elettromagnetico riflesso e trasmesso dal terreno a seconda delle caratteristiche. Il secondo, invece, usando dati raccolti in volo con GPR da elicottero". In questo modo è stato possibile ricostruire due modelli 3D del ghiacciaio che hanno permesso di misurare con precisione non solo le caratteristiche interne e morfologiche, ma anche l'evoluzione recente nel corso del decennio, quantificato in termini volumetrici".

Più roccia, sempre meno ghiaccio

Il ghiacciaio, un tempo massa glaciale unica, è ora frammentato e suddiviso in varie unità, dove in diversi punti affiorano masse rocciose sottostanti. I terreni carsici, come la Marmolada, sono irregolari e costituiti da dossi e rilievi. Se il ghiaccio fonde gradualmente, le aree in rilievo affiorano, diventando fonti di calore interne al ghiacciaio stesso. "Questo aspetto - aggiunge l'esperto Cnr sta ulteriormente minando la "salute" della Marmolada accelerandone la già forte e rapida fusione". La ricerca ha inoltre evidenziato che, se il tasso di riduzione continuerà di pari passo come nel decennio analizzato, nel giro dei prossimi 25-30 anni il ghiacciaio sarà praticamente scomparso, lasciando il posto solo a piccole placche di ghiaccio e nevato, alimentate dalle valanghe e protette dall'ombra delle pareti rocciose più elevate, non più dotate di crepacci e di movimento. Il ghiaccio, quindi, non esisterà più. E se, come da scenari climatici, la temperatura nei prossimi decenni dovesse aumentare a ritmo più accelerato, questa previsione potrebbe essere addirittura sottostimata e la scomparsa del ghiacciaio potrebbe avvenire anche più rapidamente.  

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