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Rischio crollo Monte Bianco: "Potenziale pericolo, ma situazione sotto controllo"

2' di lettura

Raffaele Rocco, dalla sede della Protezione Civile di Aosta, ha fatto sapere che la massa si sposta ad una velocità di 50/60 cm al giorno e che 250mila metri cubi di ghiaccio potrebbero arrivare fino alla strada comunale. Poi rassicura: “Nessun rischio diretto”

"Da circa dieci giorni abbiamo visto che una porzione del ghiacciaio ha avuto un’accelerazione, si muove di 50, 60cm al giorno". Queste le parole di Raffaele Rocco, il responsabile della difesa del Territorio della Valle d’Aosta, in merito allo scioglimento del ghiacciaio Planpincieux sul Monte Bianco. "Si tratta di una velocità notevole che ci ha fatto preoccupare – ha detto Rocco dalla sede della Protezione Civile – anche perché si sono aperte delle fratture all’interno del ghiacciaio e sono stati valutati in circa 250mila metri cubi la massa che potrebbe collassare sulla vallata". (LE FOTO - IL VIDEO)

"Esiste un pericolo, cerchiamo di limitare i danni"

Inoltre, il responsabile del Territorio valdostano precisa che se dovesse collassare il ghiacciaio "in circa 80 secondi arriverebbe questa massa fino strada comunale". Poi aggiunge: "Siamo in potenziale pericolo. Ovviamente la situazione è tenuta sotto controllo: ogni giorno vengono fatte le misurazioni della velocità con cui si muove questa porzione del ghiacciaio. Purtroppo però non siamo in grado di prevedere se e quando avverrà il collasso. Siamo in precauzione, sappiamo che esiste un pericolo e stiamo cercando di gestirlo per limitare danni". Infine rassicura: "Danni diretti non ce ne aspettiamo perché non ci sono centri abitati nelle vicinanze, ma un crollo così imponente provoca rumore, polvere e quindi è meglio non essere nelle vicinanze".

"Già da diverse estati si vede effetto cambiamento climatico"

Alla domanda sugli effetti già evidenti del cambiamento climatico nel territorio montuoso della Valle d’Aosta, Rocco afferma: "Già da diverse estati assistiamo a crolli di roccia, scioglimento del permafrost e forte riduzione degli apparati glaciali e sicuramente quello a cui stiamo assistendo oggi, ovvero l’improvvisa accelerazione del movimento del ghiacciaio, è sicuramente causato dal cambiamento climatico".

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