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Raccolta differenziata in Italia, a che punto siamo? I Comuni che riciclano meglio

5' di lettura

Le amministrazioni più virtuose si trovano nelle regioni settentrionali, e in particolare nel Nord-Est. Nonostante nel complesso il Centro e il Sud siano piuttosto indietro, non mancano esempi virtuosi come Ragusa e Agrigento

Rispetto agli altri Paesi europei, in Italia si produce ancora troppa spazzatura ma non mancano gli esempi virtuosi di raccolta differenziata, seppur con evidenti differenze geografiche. Nel nostro Paese, infatti, la produzione di rifiuti si attesta a 487 chilogrammi l’anno per abitante, leggermente sopra la media comunitaria. Nell’ultimi anni, però, sono stati fatti dei passi avanti sia sotto il punto di vista della percentuale della spazzatura che passa attraverso la raccolta differenziata che per quanto riguarda il numero di Comuni che adottano pratiche virtuose. Nello specifico tre capoluoghi di provincia, Treviso, Pordenone e Belluno, possono fregiarsi del titolo di amministrazioni 'rifiuti free', ossia comuni nei quali ogni cittadino produce al massimo 75 chilogrammi di secco residuo all'anno (rifiuti solidi urbani che, a causa della loro natura, non possono essere avviati al riciclaggio). Non è un caso, però, che siano tutte e tre città che si trovano nel Nord-Est.

Forti differenze geografiche

Secondo il Rapporto Rifiuti 2018 di Ispra, il Veneto è la regione con la più alta percentuale di raccolta differenziata pari al 73,6%. La media nazionale si attesta al 55,5% e, in questa speciale classifica, le regioni più virtuose sono il Trentino-Alto Adige con il 72%, la  Lombardia con il 69,6% e il Friuli-Venezia Giulia con il 65,5%. Agli ultimi posti, invece, figurano la Calabria e Puglia al 40%, il Molise al 31% e la Sicilia 22%, anche se quest’ultima regione può vantare due eccellenze come le città di Ragusa e Agrigento, che hanno raggiunto la soglia del 70% di raccolta differenziata. Il rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) fotografa forti differenze tra il Nord, dove in media si raggiunge il 66,2%, e il resto del Paese con il Sud che arriva al 41,9% e il Centro che si colloca poco sotto la media nazionale con il 51,8%. In generale sono 13 su 20 le regioni che riescono a raccogliere in maniera differenziata oltre la metà dei rifiuti urbani annualmente prodotti.  

I comuni 'rifiuti free'

Come ogni anno, Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, con il patrocinio del ministero dell'Ambiente e la collaborazione dei Consorzi, pubblica l’indagine 'Comuni Ricicloni', in cui prende in esame la gestione dei rifiuti delle diverse amministrazioni sul territorio nazionale. Dall’edizione 2019 emerge che i comuni italiani 'rifiuti free' sono saliti a 547, rispetto ai 505 nel 2018. Un miglioramento dovuto soprattutto alla crescita del Trentino-Alto Adige (25 comuni in più), dell'Emilia Romagna (11), del Veneto (10) e del Piemonte (10). L’area in cui si concentrano di più queste amministrazioni è il Nord-Est, con 294 comuni, su 547 totali, nei quali gli abitanti producono al massimo 75 chilogrammi di secco residuo all'anno. Anche da questa indagine emerge che i comuni di Centro e Sud sono in ritardo rispetto ai corrispettivi del Nord. Solo l’8% (42) del totale delle amministrazioni 'rifiuti free' si trova nelle regioni centrali e il 15% in quelle meridionali (84).

I capoluoghi

Gli unici capoluoghi che rientrano nella categoria 'rifiuti free' sono Treviso, Pordenone e Belluno mentre tra le città più grandi, non capoluogo, compaiono Carpi (71mila abitanti) ed Empoli (53mila abitanti). Ottimi risultati sono stati ottenuti anche dal Consiglio di Bacino Sinistra Piave (Treviso) e dalla Comunità montana Gennargentu-Mandrolisai (Nuoro), che si sono classificati primi tra i consorzi rispettivamente sopra e sotto i 100mila abitanti. Nonostante tutti gli altri capoluoghi non abbiano raggiunto la soglia richiesta dall’indagine, a cui i comuni partecipano volontariamente inviando i dati di produzione dei rifiuti nei tempi e nei modi stabiliti, gli organizzatori hanno voluto dare merito a diverse iniziative virtuose. Il comune di Torino, ad esempio, è stato premiato per l’efficacia nella raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio. "Nell'ultimo anno il capoluogo piemontese - spiega Domenico Rinaldini presidente di Ricrea, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il recupero degli Imballaggi in Acciaio - ha registrato un dato di raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio pari a 5,74 chilogrammi per abitante, quasi il doppio della media nazionale". Sempre nell'ambito di 'Comuni Ricicloni', Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) ha premiato il Comune di Catanzaro. "La Calabria nel 2018 – si legge nella motivazione del premio - ha registrato un incremento della raccolta degli imballaggi in plastica di circa il 20%, raggiungendo una raccolta pro capite regionale di 15,5 chilogrammi da confrontare con la media nazionale di 20,1 Kg. Fra i tanti Comuni virtuosi che hanno contribuito a questo importante risultato, la scelta è ricaduta su Catanzaro. La città, che conta circa 90mila abitanti, ha raggiunto nel 2018 una raccolta pro capite di circa 24 chili".

Legambiente: "Necessario lavorare sulla chiusura del ciclo"

L'indagine 'Comuni Ricicloni 2019', è stata presentata a Roma il 27 giugno a conclusione della dell'EcoForum, la conferenza nazionale sull’economia circolare dei rifiuti. Durante l’evento è intervenuto anche il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti che ha spiegato che "la raccolta differenziata non è che il primo passo propedeutico, ma non sufficiente, per superare i vecchi sistemi di smaltimento". Per una gestione efficace e per veder ripagati gli sforzi dei comuni 'rifiuti free', secondo Zampetti, è necessario "lavorare altrettanto alacremente sulla chiusura del ciclo, sul riciclo e sull'utilizzo della materia prima seconda che ne deriva". Una rete virtuosa in cui, ha concluso il direttore generale di Legambiente, "le amministrazioni comunali, regionali e centrali hanno un ruolo importantissimo, come testimonia il rapporto, indicando le tante esperienze positive che possono fare sempre più da traino".

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