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L’Italia è tra i paesi europei più a rischio per inquinamento e picchi di temperatura

2' di lettura

Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente i paesi a Sud dell'Unione sono i più a rischio. L'Italia è tra i paesi più soggetti a questi fenomeni. Unica buona notizia: Roma è tra le capitali europee con la migliore performance sull'inquinamento acustico

Lo smog e i picchi di calore e gelo mettono a rischio le fasce sociali più deboli dei paesi dell'Europa meridionale e orientale. Poveri, anziani e bambini sono i più a rischio. L'Italia è tra le nazioni con le peggiori performance, con problemi frequenti e sensibili rispetto alle economie più sviluppate del continente. A fotografare la situazione è l'Agenzia Europea dell'Ambiente che, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua fondazione, ha presentato il primo rapporto in cui vengono incrociati indicatori ambientali, sanitari, sociali, economici e demografici.

La situazione in Italia

L'Italia conquista un solo primato positivo. Roma è una delle città europee con la migliore situazione per quanto riguarda l'inquinamento acustico (il dato è del 2011). Ma il Belpaese è funestato da aree ad alto rischio per tre tipi di inquinamento atmosferico (da particolato, ossidi di azoto e ozono), nonché per le ondate di calore. Per numero di zone a rischio è il primo Paese in Europa.

Lo smog e il caldo

L'inquinamento atmosferico complica uno dei primati più interessanti in Italia, quello dell'aspettativa di vita, che è tra le più lunghe del continente. I problemi di smog nelle aree meno sviluppate possono complicare la vita dei più anziani, mettendola a rischio. In più, con l'aumentare della popolazione anziana, le ondate di calore mietono sempre più vittime.

Il reddito

Contrastare questi fenomeni è possibile, specie in corrispondenza di aree in cui c'è disponibilità economica, che permette di rendere le abitazioni più facili da raffreddare e riscaldare. Ma il rapporto mostra che in Europa il divario di reddito tra chi abita in case troppo calde e chi può permettersi un buon isolamento termico è molto accentuato. La differenza tra i due estremi è molto accentuata in Italia, Bulgaria, Grecia e Spagna. "Il nostro scopo non è fare una classifica tra stati - spiega all'Ansa il direttore dell'Eea, Hans Bruyninckx -, quanto raccomandare di fare politiche ambientali che tengano conto delle variabili sociali, con azioni mirate per tutelare i soggetti più deboli".

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