Le api non riescono più a impollinare? Colpa dei pesticidi

Ambiente
Secondo un recente studio, la capacità di impollinazione delle api sarebbe inibita dai pesticidi (Getty Images)
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Secondo una ricerca dell’Università di Stirling, una categoria di prodotti chimici particolarmente diffusa inibirebbe la capacità di questi insetti di far "vibrare" i fiori e produrre le sostanze necessarie alla fertilizzazione

Esistono alcuni fiori, come quelli delle colture di pomodori o patate, che devono essere scossi energicamente per produrre il polline utile alla fertilizzazione: le api hanno la particolare capacità di dar vita a questo fenomeno. Una ricerca condotta dall’Università di Stirling (Scozia), i cui risultati sono stati presentati a Liverpool durante il meeting annuale della "British Ecological Society", ha dimostrato però che l’esposizione di questi insetti a un particolare tipo di pesticida neonicotinoide, uno dei più diffusi al mondo, inibirebbe la loro capacità di far vibrare i fiori che produrrebbero così molto meno polline di quello necessario.

 

I test - I ricercatori hanno preso due colonie di bombi, un genere di insetti appartenente alla famiglia di cui fanno parte anche le api comuni, e le hanno divise in laboratorio in tre gruppi. Due sono stati esposti al pesticida neonicotinoide utilizzando una quantità di prodotto molto simile a quella reale riscontrata nelle colture. Un gruppo di controllo, invece, non è stato sottoposto a tale trattamento. Dopo ogni processo di impollinazione, le api appartenenti al gruppo di controllo hanno migliorato di volta in volta la loro capacità di far produrre polline, diversamente da quelle degli altri due gruppi che, invece, non sono progredite. Lo studio, inoltre, ha fornito una serie di prove che dimostrerebbero come i neonicotinoidi comprometterebbero le capacità di apprendimento e memoria delle api e danneggerebbero le loro funzioni riproduttive.

 

Allarme pesticidi - Secondo la dottoressa Penelope Whitehorn dell’Università di Stirling, che ha guidato la ricerca, "queste sostanze chimiche hanno gravi implicazioni per la popolazione di api selvatiche in paesaggi agricoli, ma alcuni, in particolare nel settore agrochimico, promuovono ancora il loro utilizzo”. Le api e altri impollinatori affini fertilizzano circa tre quarti delle colture alimentari nel mondo e hanno subito in questi anni perdite drastiche dovute a diversi fattori non solo riconducibili all’utilizzo di sostanze chimiche dannose: tra questi ci sono sicuramente la riduzione degli habitat e le malattie.

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