Otto mesi di isolamento: il test che simula la vita su Marte

Ingegneri della Nasa durante un altro esperimento tenuto alle Hawaii nel 2015 (Getty Images)
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Un gruppo di ricercatori si trova in una cupola su un vulcano delle Hawaii per studiare le reazioni dell'organismo umano in vista di una lunga spedizione

Un gruppo di sei ricercatori è entrato in una cupola alle pendici del vulcano Mauna Loa, nell'arcipelago del l'Oceano Pacifico, per simulare un'esplorazione spaziale di lungo raggio. Gli scienziati resteranno nella struttura in isolamento completo per otto mesi.

 

Nessun contatto con l'esterno – L'esperimento coinvolge sei persone, due donne e quattro uomini, che vivranno in una cupola gestita dalla Hawaii Space Exploration Analog and Simulation (Hi-Seas) della University of Hawaii e finanziata dalla Nasa. I ricercatori non avranno alcun contatto fisico con il mondo esterno e potranno lasciare la cupola solo a patto di indossare tute spaziali. Sarà possibile comunque comunicare con il coordinamento missione e la famiglia, ma con un inconveniente: i messaggi arriveranno con un ritardo di 20 minuti, proprio come avverrebbe in una comunicazione interplanetaria tra Marte e la Terra.

 

Un test psicologico - Le condizioni ambientali, anche se insolite, non sono estreme. Il test, più che mettere alla prova la tenuta fisica, intende osservare l'impatto psicologico di una convivenza forzata e prolungata lontano da casa. Per questo motivo, i ricercatori saranno monitorati con un dispositivo indossabile da portare appeso al collo, che misurerà umore e grado di sintonia con gli altri membri dell'equipaggio. Per far sentire meno soli i partecipanti alla sperimentazione, verranno ricreati tramite la realtà virtuale ambienti e paesaggi familiari a cui gli scienziati non avranno accesso per otto mesi.

 

Ricerche e cucina come su Marte – Durante gli otto mesi, i ricercatori non staranno con le mani in mano. La missione (la quinta del programma Hi-Seas) dovrà raggiungere diversi obiettivi: L'equipaggio lavorerà a otto distinti studi scientifici, a cui se ne potrrebbero aggiungere altri tre in corso d'opera. La routine quotidiana sarà scandita dalla preparazione in autonomia del cibo a lunga conservazione consegnato al momento dell'inizio dell'isolamento. L'unico strappo alla simulazione prevede la consegna di occasionali rifornimenti alimentari, una situazione impossibile su un altro pianeta. Per rispettare l'isolamento, tuttavia, sarà un robot, non un altro essere umano, a portare le provviste. I partecipanti alla missione (Ansley Barnard, Samuel Payler, Laura Lark, Joshua Ehrlich, Brian Ramos e il capo-missione James Bevington) dovranno compiere esercizi fisici e condurre ricerche simili a quelle che verrebbero effettuate su Marte, tra cui mappatura del territorio circostante e analisi geologiche.

 

Verso il pianeta rosso - “Dal 2012, l'HI-SEAS collabora con la Nasa per la realizzazione di esplorazioni spaziali di lunga durata”, ha affermato Kim Binsted, professoressa della University of Hawaii. “Siamo orgogliosi di prendere parte a un progetto che riduce le barriere tra l'umanità e i viaggi su Marte”. La tabella di marcia dell'agenzia spaziale americana prevede di inviare i primi uomini sul pianeta rosso negli anni '30 del 2000.   

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