Björk su Facebook: "Sono stata molestata da un regista danese"

Bjork
Bjork (Getty Images)

Ispirata dalle donne che hanno denunciato Harvey Weinstein, la cantante islandese ha raccontato la sua esperienza sul social network

L'esplosione del caso Weinstein sembra aver infranto il muro di silenzio che per anni avrebbe circondato le donne e gli abusi perpetrati ai loro danni. Una delle utime in ordine di tempo a farsi avanti è stata Bjork che, ispirata dal coraggio delle colleghe che hanno rivelato i presunti comportamenti impropri del produttore americano, ha pubblicato su Facebook il racconto di un episodio del suo passato, nel quale sarebbe stata molestata da un regista danese.

Il racconto

"Sono ispirata dalle donne che stanno denunciando - ha esordito Bjork nel suo post - così ho deciso di raccontare la mia esperienza con un regista danese". L'artista nel suo post ha descritto una situazione molto difficile: "Dato che provengo da uno dei Paesi del mondo con la più alta parità tra i sessi e che a quel tempo ero in una posizione di forza e indipendenza guadagnata nel mondo della musica, quando ho intrapreso la professione di attrice mi è stato subito molto chiaro che la mia umiliazione e il ruolo di essere umano sessualmente molestato erano la norma, incisa nella pietra, con il regista e uno staff di dozzine di persone che lo permetteva e lo incoraggiava". Secondo la sua ricostruzione, le sarebbe stato necessario un anno di tempo per riprendersi dall'esperienza, aiutata anche dal fatto che non aveva alcun interesse nel mondo del cinema: "Tuttavia sono preoccupata che altre attrici che hanno lavorato con lo stesso regista non siano state in grado di farlo". Bjork, che nella sua carriera ha fatto poche apparizioni cinematografiche, tra le quali la più significativa è quella in "Dancer in The Dark", diretto dal danese Lars Von Trier, ha omesso però il nome del protagonista della vicenda. 

"C'è speranza"

Il post di Bjork contiene anche una nota di carattere positivo con la cantante che, convinta di essere stata la prima a dire di no al regista, arriva a sostenere che per questo secondo lei questa persona "ha avuto relazioni più eque e importanti con le sue attrici dopo il confronto con me, quindi c'è speranza. Spero che questa dichiarazione supporti le attrici e gli attori in tutto il mondo. Fermiamo tutto questo. C'è un movimento di cambiamento nel mondo".

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