Chi era Ugo Fantozzi, il ragioniere interpretato da Paolo Villaggio

Paolo Villaggio nei panni del ragionier Ugo Fantozzi (LaPresse)
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Morto l'attore genovese, se ne va con lui anche il volto del celebre ragioniere che ha incarnato i malesseri e le vessazioni dell'italiano medio in un'Italia ossessionata e imprigionata dal posto fisso

Con la morte di Paolo Villaggio l'Italia dice addio anche al ragioner Ugo Fantozzi, il personaggio più rappresentativo della carriera cinematografica dell'attore genovese. Scomparso a 84 anni, Villaggio ha recitato in numerosi film, ma il timido impiegato terrorizzato dal suo capo, vittima di soprusi e scherzi crudeli, nonché del fascino della signorina Silvani, è il personaggio per cui verrà ricordato per sempre. Il primo film - “Fantozzi” - ha festeggiato nel 2015 i 40 anni dalla prima messa in onda. In occasione del ritorno al cinema del lungometraggio restaurato, Villaggio dichiarò in un'intervista all'Ansa: "Tornare al cinema con Fantozzi mi fa comodo: sento di entrare tra i grandi. Mi spiego: Fellini, Monicelli, Moravia non avevano paura di morire, sapevano che comunque sarebbero sopravvissuti attraverso i loro film. A questo punto mi rassereno, forse non devo più temere la morte".

Come è nato Fantozzi

Il ragionier Ugo Fantozzi nasce dalla fantasia di Paolo Villaggio. Il cognome apparteneva a un impiegato, collega dell'attore negli anni in cui lavorava per la Cosider, un uomo che si faceva trascinare nelle avventure progettate da Villaggio (che lui chiamava erroneamente "Selvaggio"). Ma non solo: "La parte comica venne fuori in un certo senso come eredità di un mio soggiorno a Londra da cameriere e poi successivamente come cabarettista in navi da crociera, quella più tragica dal mio lavoro alla Cosider come impiegato" spiegò l'attore in un'intervista. "Fantozzi coglieva il lato tragico dell'italiano medio, talmente tragico da far ridere. In quell'Italia così competitiva di quegli anni sembrava un pagliaccio, un clown da circo, quasi un estraneo, mentre ora ci si può riconoscere tutti, persino con gratitudine".

Ma Fantozzi non divenne subito un film. Villaggio scrisse numerosi racconti sul ragioniere, e li pubbicò su "L'Europeo". Dalla rivista - in cui si iniziò ad accennare il personaggio - si passò nel 1971 al libro "Fantozzi". L'opera letteraria ebbe un incredibile successo soprattutto in Unione Sovietica, dove gli valse il premio Gogol. Di libri su Fantozzi, negli anni, Villaggio ne scrisse otto. Grazie a Luciano Salce, nel 1975 la saga del ragioniere genovese arrivò al cinema, nei teatri e in tv. Le caratteristiche di questo uomo senza qualità, vessato dai colleghi di lavoro, dalla famiglia e dalla vita, ha dato anche origine a un aggettivo ad oggi incluso nel Dizionario della lingua italiana Treccani: fantozziano. La definizione: "Di persona, impacciato e servile con i superiori: quel collaboratore è proprio una figura fantozziana. Anche di accadimento, penoso e ridicolo: una situazione fantozziana". Di questo storico personaggio il critico Paolo Mereghetti scrisse: "Fantozzi, come la maggioranza dell'umanità, non ha talento. E lo sa. Non si batte né per vincere né per perdere ma per sopravvivere. E questo gli permette di essere indistruttibile. La gente lo vede, ci si riconosce, ne ride, si sente meglio e continua a comportarsi come Fantozzi".

Fantozzi, le scene più belle - La Corazzata Kotiomkin (Il secondo tragico Fantozzi, 1976)

 

 

 

Gli abitanti dell'universo Fantozzi

La saga del ragionier Ugo Fantozzi si protrae per 10 film, costellata di personaggi surreali e grotteschi, tutti frutto della fantasia di Paolo Villaggio. C'è la moglie Pina, interpretata da Milena Vukotic. L'attrice subentrò a Liù Bosisio a partire dal terzo film, "Fantozzi contro tutti" (1980). Per tutti è il volto principale della svampita moglie del ragionier Ugo, sposata di fretta perché il parroco doveva correre a un funerale. Dalla reciproca "stima" tra i due nasce l'orrenda figlia Mariangela, interpretata da Plinio Fernando, fino al ragionier Filini, esperto di ogni argomento possibile, collega iperattivo e posseduto dallo spirito di iperorganizzazione.

Fantozzi, le scene più belle - Capovaro, posso andare? (Il secondo tragico Fantozzi, 1976)

I film di Fantozzi

Il primo "Fantozzi" esce il 27 marzo 1975. Salce dirigerà anche "Il secondo tragico Fantozzi", per poi lasciare il timone a Neri Parenti, che girerà dal terzo al nono episodio della saga. Il decimo film dedicato al ragionier Ugo - "Fantozzi 2000 - La clonazione" fu girato da Domenico Saverni. Villaggio confessò che Fantozzi era la prova che - a 82 anni - ce l'aveva fatta: "Mi incontrano per strada e mi fanno le feste, mi abbracciano, soprattutto le donne. E mi dicono 'grazie perché con Fantozzi ci hai insegnato molte cose, prima di tutto ad accettarci'".

Fantozzi, le scene più belle - L'accento svedese (Fantozzi contro tutti, 1980)

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