“Il piccolo principe” compie 74 anni

Una copia del libro stampata in occasione del settantesimo anniversario (Getty Images)
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Il racconto di Antoine de Saint-Exupéry è tra le opere più celebri del XX secolo. Uscito negli Stati Uniti il 6 aprile 1943, apparì in Francia solo tre anni più tardi, dopo la morte dell'autore

"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". Tutti quelli che hanno letto "Il Piccolo Principe" ricordano questa citazione. Come ricordano la triste storia del suo autore, l'aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry, morto nel 1944, poco più di un anno dopo la pubblicazione del libro, abbattuto mentre era in volo sul mar Mediterraneo.

La prima edizione in inglese – La prima edizione – una copia della quale è stata battuta all'asta da Christie's – esce in lingua inglese il 6 aprile 1943 negli Stati Uniti, dove de Saint-Exupéry si trova in esilio a causa della Seconda guerra mondiale. Tradotto da Katherine Woods, "Il Piccolo Principe" viene pubblicato dalla casa editrice di New York Reynal & Hitchcock. Stando all'editore francese Gallimard, in Francia il romanzo uscirà soltanto postumo, alla fine del conflitto, nel 1946.

Il best seller – Da allora "Il Piccolo Principe" ne ha fatta di strada: tradotto in 253 lingue e dialetti, è stato stampato in più di 134 milioni di copie diventando una delle opere letterarie più vendute della storia. Il segreto del suo successo sta nell'affrontare in maniera semplice e poetica temi come il senso della vita, l'amore e l'amicizia, attraverso la storia di un bambino incontrato da un pilota d'aerei (l'autore), dopo essere precipitato nel deserto del Sahara.

La morte dell'autore – L'anno successivo alla pubblicazione del libro, lo stesso Antoine de Saint-Exupéry precipiterà con il suo aereo. Ma non nel deserto, bensì nel mar Mediterraneo, nei pressi dell'Ile de Riou, isolotto inabitato a sud di Marsiglia. Nato il 29 giugno 1900, lo scrittore si era arruolato nell'aeronautica militare durante la guerra e il 31 luglio 1944 – vicenda ricostruita molti anni più tardi – venne abbattuto da un caccia tedesco. Nel centenario della sua nascita gli è stato dedicato l'aeroporto di Lione, e sempre in Francia una fondazione per la gioventù porta il suo nome.

La storia – "Mi disegni una pecora?", questa la prima richiesta del Piccolo Principe al pilota. Da qui si dipana il racconto, e in ogni capitolo il protagonista – proveniente dal lontano asteroide B-612 – fa un incontro con un personaggio bizzarro: dal re solitario al vanitoso, dall'ubriacone all'uomo d'affari, dal lampionaio al geografo, che lo convincono sempre più della stranezza dei "grandi". Una volta arrivato sulla Terra, il bambino scopre che la sua tanto amata rosa non è l'unica dell'Universo.

Le trasposizioni cinematografiche - Nella sua versione originaria l'opera – dedicata “al bambino che fu Léon Werth”, un amico dell'autore – è illustrata da una decina di disegni dello stesso de Saint-Exupéry. Quattro le versioni del Piccolo Principe per il cinema e la tv. A distanza di 74 anni, però, il libro continua a dividere i lettori tra chi lo ritiene un racconto banale e chi invece proprio in questa semplicità riconosce la sua universalità.

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