Basquiat, il re della street-art newyorkese in mostra a Roma

Fino al 2 luglio, il Chiostro del Bramante ospita 100 capolavori dell’artista di origini haitiane e portoricane, morto all’età di 27 anni

Una delle più importanti icone della controversa cultura newyorkese degli anni Ottanta approda a Roma con 100 opere che ne raccontano il genio rivoluzionario. Dal 24 marzo al 2 luglio, il Chiostro del Bramante ospiterà ''Jean-Michel Basquiat. New York City'', una mostra che espone il meglio del giovane 'writer' di origini haitiane e portoricane, morto prematuramente all’età di 27 anni per una overdose di eroina. “Basquiat era un autodidatta – spiega Gianni Mercurio, il curatore della mostra - aveva cercato una formazione accademica, ma la sua vera scuola era stata la strada, dove lasciava i suoi aforismi criptici, con quelle frasi sui muri che seguivano il ritmo dell'hip-pop”. Un poeta e un pittore che usava le frasi come pennellate, come lui stesso amava ripetere.

 

Le opere – La rassegna promossa dall'Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, vuole rendere omaggio all'artista a quasi trent'anni dalla morte, avvenuta nell'agosto del 1988. E lo fa con tag, acrilici, grafiche, disegni e serigrafie che provengono per la gran parte dalla Mugrabi Collection, che ha cominciato a custodirne i capolavori sin da quando Basquiat era ancora vivo. Durante il percorso, il visitatore ha modo di incontrare molte opere note e alcune totalmente inedite che raccontano la turbolenta e sofferta parabola artistica ed esistenziale di Basquiat tra il 1981 e il 1988. Orgoglioso delle sue origini afro-americane, l'artista nei suoi disegni e nelle sue serigrafie riesce a trasmettere un’energia e una determinazione che aprirà la strada alla denuncia sociale delle future generazioni di artisti neri, di cui è il primo illustre rappresentante. Messaggi che decide di scrivere sulla tela in una composizione di colore e pennellate.

 

Il rapporto con Warhol – Nato nel quartiere newyorkese di Brooklyn, il 22 dicembre del 1960 da padre haitiano, Basquiat ha lasciato presto gli studi, cercando di guadagnarsi da vivere vendendo cartoline da lui decorate, le stesse che prova a far acquistare Andy Warhol, il re della Pop- Art. Un espediente che apre le porte a una grande amicizia e a una fervente collaborazione artistica di cui si ha dimostrazione anche all’interno della mostra con diverse opere. Anche grazie all’influenza di Warhol, Basquiat, a soli vent'anni, diventa una delle stelle nascenti più celebri e celebrate nel mondo dell'arte, universo di cui, però, rimane vittima. Quello degli anni Ottanta, spiega Gianni Mercurio era “un mercato cannibale che più che opere voleva vendere e comprare individui, e che si rivelò deleterio” per la fragile umanità di Basquiat.

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