Scena gay in "La bella e la bestia", rimandata uscita film in Malesia

Emma Watson, protagonista del film "La bella e la bestia" (Getty Images)
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La famosa casa di produzione ha fatto sapere che non intende varare una versione malese del film, senza la brevissima sequenza "incriminata" e l'uscita della pellicola per il momento è stata rinviata. Nel Paese l'omosessualità è un reato

La Disney dice "no" alla censura della Malesia: il film “La bella e la bestia”, interpretato da Emma Watson e in uscita il 16 marzo in Italia non verrà modificato per rimuovere una scena di ballo che vede danzare due omosessuali. Secondo il board della censura malese la scena in questione, della durata di tre secondi, sarebbe un incitamento verso l'omosessualità maschile, che, nel Paese, è punita con una pena fino a 20 anni di prigione.

 

La scelta di Disney – La casa Disney ha fatto sapere in una nota che “il film non è stato né sarà tagliato per la Malesia” e così il remake del famoso cartone animato del 1991 non uscirà giovedì nelle sale malesi come previsto in precedenza. Il personaggio coinvolto nella scena censurata dalla Malesia è il braccio destro del “cattivo” della storia, LeFou. Il regista della pellicola, Bill Condon, aveva già parlato della breve sequenza definendola “esclusivamente gay”; è la prima volta che in un film Disney compare un personaggio apertamente omosessuale. Un portavoce Disney ha dichiarato a "The star" che l'uscita della pellicola nel Paese non sarà bloccata, bensì posposta, benché manchi ancora un riferimento preciso sulla nuova data d'uscita.

 

La censura malese – Il presidente del Board della censura cinematografica malese, Datuk Abdul Halim Abdul Hamid, da parte sua, ha dichiarato in un'intervista al "New York Times" che “il film è stato approvato” anche se “con un divieto ai minori di 13 anni e con una modifica minore”, ossia quella sulla scena incriminata del ballo. “Se vogliono mostrare il film qui”, la Disney “deve adeguarsi” al fatto che i lavori cinematografici sono abitualmente vagliati dalla censura prima di finire sugli schermi malesi, ha aggiunto Hamid. “La Malesia”, però, “non vede l'ora di assistere al film - ha proseguito - me compreso, che porterò al cinema i miei nipoti”.

 

La Malesia, un Paese prevalentemente di fede musulmana, è già da tempo sotto l'attenzione di organizzazioni come Human right watch, che denunciano le elevate discriminazioni perpetrate a danno degli omosessuali; ciononostante va precisato che le pene previste per la sodomia, assai severe, vengono raramente applicate. Per la Disney quello malese è un pubblico il cui peso complessivo non è elevato: secondo quanto riferito dal "New York Times", “Il libro della giugla” ha venduto biglietti complessivamente per 967milioni di dollari, con un contributo dalla Malesia di appena 5,7 milioni.

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