Trump, anche Rihanna e Julianne Moore contro il bando sui migranti

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Il nuovo decreto che vieta l’ingresso negli Stati Uniti a persone provenienti da sette Paesi musulmani, è stato duramente criticato da attori, registi e cantanti, che in alcuni casi sono scesi anche in piazza a protestare

Non si placano le polemiche sul decreto anti-immigrati voluto da Donald Trump, in virtù del quale a persone provenienti da sette Paesi musulmani sarà vietato l’ingresso negli Stati Uniti per i prossimi 4 mesi. L’ordinamento è stato molto criticato non solo dai privati cittadini, ma anche da molti attori, registi e cantanti.

Dal palco degli Screen Actor Guild Awards, Emma Stone e Taraji P.Henson hanno dato voce alle proteste degli attori e delle attrici contro il presidente degli Stati Uniti, e anche sui social network non sono mancate parole di rabbia, come quelle di Rihanna: “ Sono disgustata. Questa notizia è devastante. Stanno rovinando l’America sotto i nostri occhi. Che razza di maiale immorale devi essere per permettere azioni come questa” ha scritto la popstar su Twitter.

Dello stesso avviso Jennifer Lopez, cresciuta negli Stati Uniti in una famiglia portoricana: “Onestamente mi sembra di essere in incubo. In un paese fondato da immigranti, come può la parola “immigrato” avere una connotazione negativa?”

 


 

 

La rabbia sui social - L’attrice Patricia Arquette ha provato ad evidenziare alcune conseguenze del provvedimento: “Un po’ di questi Paesi sono membri dell’OPEC (organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) mi chiedo se questo alzerà i prezzi del petrolio”, mentre la sua collega Julianne Moore ha spiegato come la legge vada contro la stessa storia degli Stati Uniti: “L’immigration and nationality act del 1965 proibisce le discriminazioni contro i migranti sulla base della loro nazione di provenienza”. 

Anche l’ereditiera Kim Kardashian ha espresso la propria perplessità pubblicando i dati relativi al numero di americani uccisi ogni anno: di essi solo 16 sono morti per mano di persone legate al terrorismo. Con il suo tweet, la donna sembra prendere le distanze dalle posizioni politiche del marito Kanye West, che proprio con Trump si era incontrato qualche mese fa.

 


 

 

Le proteste in piazza - “Penso alle famiglie siriane che ho incontrato in Iraq lo scorso anno nei campi per rifugiati, e come erano senza speranza. Adesso è anche peggio” ha spiegato Ewan McGregor.

Sono scese in piazza, invece,  Bella e Gigi Hadid, che hanno partecipato alla marcia #nobannowall (nessun divieto nessun muro) che si è svolta a New York il 29 gennaio: le due modelle, figlie di una ex indossatrice olandese e di un agente immobiliare palestinese, sono state immortalate insieme a migliaia di manifestanti mostrando orgogliose un cartello che recitava: “siamo tutti induisti, buddisti, musulmani, atei, cristiani ed ebrei”.

 

 


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