Trump, regista e attrice iraniani boicottano l’Oscar per protesta

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Asghar Farhadi e Taraneh Alidoosti (Ansa)

Asghar Farhadi, autore di “The salesman”, candidato come miglior film straniero, ha dichiarato che non parteciperà alla serata dopo il decreto del presidente che limita gli accessi negli Usa: “Inaccettabile incertezza sul mio viaggio”. Anche Taraneh Alidoosti, protagonista della pellicola, diserterà la cerimonia: “Mi ferisce vedere la gente del mio Paese respinta”

Il regista iraniano Asghar Farhadi, una nomination all'Oscar per la pellicola “The salesman” (Il cliente) come miglior film straniero, ha dichiarato che non parteciperà alla serata degli Academy Awards a causa dell'ordine esecutivo del presidente Donald Trump che impedisce per tre mesi l'ingresso negli Stati Uniti alle persone provenienti da sette stati a maggioranza islamica. (LE PROTESTE

 

“Incertezza sul mio viaggio è inaccettabile” - Farhadi ha detto che l'incertezza riguardante il permesso di recarsi negli Stati Uniti è “inaccettabile”. Il regista ha aggiunto di avere inizialmente sperato di prendere parte alla serata del 26 febbraio e di poter esprimere le sue opinioni negli appuntamenti con la stampa che accompagnano l'evento. “Tuttavia ora sembra che la possibilità di questa presenza sia accompagnata da se e ma che sono per me inaccettabili anche se per il mio viaggio fosse stata prevista un’eccezione”, ha commentato Fahradi

 

Il regista ha paragonato i fautori della linea dura a quelli del suo Paese, aggiungendo che entrambi “hanno cercato di presentare alla loro gente immagini non realistiche e terrorizzanti di varie nazioni e culture per trasformare le loro differenze in disaccordi, i loro disaccordi in inimicizie e le inimicizie in paure”. (LE AZIENDE CONTRO TRUMP)

 

Assente anche l’attrice - Il boicottaggio alla cerimonia in segno di protesta per la decisione di Trump era stato annunciato alcuni giorni fa anche dall'attrice protagonista del film, Tanareh Alidoosti. “Ho deciso di non andare anche se potessi, perché mi ferisce profondamente vedere la gente comune del mio Paese respinta per quello che dovrebbe essere il loro diritto di curarsi, andare a trovare i propri figli all'estero o avere acceso allo studio”, aveva dichiarato. (PROTESTE NEGLI AEROPORTI)

 

 

L'attrice ha ricordato che gli Stati Uniti non hanno un'ambasciata a Teheran e che gli iraniani devono viaggiare nei Paesi vicini per ottenere i visti. "Molte di queste persone hanno casi medici urgenti", ha aggiunto Alidoosti, sottolineando di essere certa "che tutta questa gente non passa attraverso questo calvario per andare a fare una vacanza divertente". "Sono sicura che gli Stati Uniti hanno anche beneficiato molte volte degli immigrati iraniani che vi hanno lavorato e hanno servito quel Paese. Quindi non è accettabile per me rispettare uno Stato che non rispetta la gente del mio Paese”. (I LEADER POLITICI CONTRO TRUMP)

 

Discorsi anti-Trump anche ai Sag - In attesa degli Oscar, il mondo del cinema sembra schierarsi nettamente contro la decisione di Donald Trump. La serata dei premi Sag è stata caratterizzata da molti discorsi con una forte connotazione politica. L'attrice Julia Louis-Dreyfus, premiata come miglior attrice in una serie tv comedy con “Veep”, ha attaccato direttamente il presidente: “Mio padre fuggì dalle persecuzioni della Francia occupata dai nazisti. Sono una patriota americana. Amo questo Paese e per questo sono orripilata da queste infamie, il divieto contro i migranti è un’infamia ed è anti-americano”.  

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