Metodo di fuga dei coleotteri: "esplodono" nello stomaco dei predatori

Un esemplare di coleottero (Getty Images)
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Lo studio di due ricercatori giapponesi: una volta inghiottiti dai rospi, questi insetti secernono uno spray repellente che li costringe a vomitarli

Si fanno "esplodere" nello stomaco dei predatori, secernendo una sostanza chimica che costringe questi ultimi a espellerli: è la particolare tecnica di sopravvivenza utilizzata dai coleotteri "bombardieri", studiata a fondo da due ricercatori dell'Università giapponese di Kobe.

I rospi che espellono i coleotteri

La reazione all'esplosione nello stomaco non è immediata. Come si vede in un video, girato durante i test in laboratorio dagli scienziati Shinji Sugiura e Takuya Sato e caricato su Twitter dalla "Royal Society", il rospo inghiotte la preda e solo dopo alcuni minuti lo vomita, completamente ricoperto di muco, ma ancora vivo. Un metodo di fuga che ha lasciato a bocca aperta gli stessi studiosi: "Il loro comportamento ci ha sorpreso – ha spiegato Sugiura, citato dal quotidiano "The Guardian" – siamo riusciti a udire l'esplosione all'interno di alcuni dei rospi, subito dopo che questi avevano inghiottito i coleotteri".  

Lo spray irritante che respinge i predatori

La ricerca è stata diffusa online su "Biology Letters", pubblicazione della stessa società scientifica britannica. Analizzata dal punto di vista chimico, l'esplosione degli "scarafaggi" – che avviene appunto quando si sentono minacciati – è fatta da un insieme di perossido di idrogeno e idrochinoni (un fenone), che questi insetti secernono creando una reazione irritante: una sorta di spray urticante che respinge i predatori. Un sistema di difesa non sempre efficace, almeno stando ai dati raccolti dagli studiosi giapponesi: soltanto il 34,8% dei rospi comuni e il 57,1% di un tipo particolare di rospo giapponese, il Bufo torrenticola, hanno vomitato i coleotteri bombardieri durante i test.

Come sopravvivono a lungo nello stomaco?

I ricercatori hanno inoltre scoperto che a sopravvivere al loro incontro con i succhi gastrici del predatore sono stati in particolare gli insetti più grossi, probabilmente perché le "esplosioni" tossiche che riescono a scatenare sono maggiori. Per verificare che fossero davvero queste "esplosioni" a provocare il vomito nei rospi, Sugiura e Sato hanno "disarmato" alcuni coleotteri facendo loro esaurire lo spray, lasciandoli poi soli con i rospi: solo il 5% di quelli inghiottiti, è stato espulso. Resta invece un mistero come i coleotteri "bombardieri" possano sopravvivere anche a lungo nello stomaco: se infatti alcuni sono stati vomitati dopo appena 15 minuti, altri dopo quasi due ore, l'equivalente di circa tre giorni in termini umani. "Questa specie potrebbe aver sviluppato un'alta tolleranza ai succhi gastrici dei rospi", è la conclusione di Sugiura.  

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