Secondo uno studio i cani avrebbero il doppio dei neuroni dei gatti

I cani avrebbero quasi 530 milioni di neuroni, contro i 250 milioni dei gatti (foto: archivio Getty Images)
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Il dato è stato evidenziato dal primo censimento che ha contato le cellule nervose presenti nella corteccia cerebrale di otto specie di carnivori, sia domestici che selvatici

I cani sarebbero più dotati dei gatti per quanto riguarda il numero dei neuroni. Lo dimostra il primo censimento delle cellule nervose nella corteccia di otto specie di carnivori, realizzato da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'americana Vanderbilt University. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista “Frontiers in Neuroanatomy”.

I numeri

Secondo questa ricerca i cani hanno il doppio dei neuroni dei gatti: quasi 530 milioni contro i 250 milioni posseduti dai felini. Questa scoperta è il risultato di un censimento che ha contato le cellule nervose presenti nella corteccia, ovvero la parte più evoluta del cervello, in otto specie di carnivori, tra esemplari domestici e selvatici. I gatti, però, nonostante la pesante "sconfitta" subita dai cani, si piazzano meglio rispetto ad altre specie, avendo ad esempio lo stesso numero di neuroni degli orsi bruni. E proprio per quanto riguarda le altre tipologie di animali, i procioni, nonostante le piccole dimensioni, avrebbero un cervello dotato in maniera simile a quello dei primati. L’uomo, invece, non è stato considerato nella ricerca, ma è interessante comunque notare la forbice enorme che lo separa dalle altre specie, con i suoi 16 miliardi di neuroni.

La relazione con le dimensioni del cervello

Il gruppo di ricerca internazionale ha svolto la sua analisi con un preciso obiettivo. "In questo studio - ha spiegato la neuroscienziata Suzana Herculano-Houzel - volevamo confrontare diverse specie di carnivori per vedere la relazione tra il numero dei neuroni e le dimensioni del cervello". In base ai dati emersi, i cani avrebbero la capacità biologica di svolgere compiti più complessi e articolati rispetto ai gatti. Secondo i ricercatori, lo studio del cervello di diverse specie insegnerebbe inoltre un’importante lezione: “La diversità è enorme. Non tutte le specie sono fatte allo stesso modo. Ci sono schemi riconoscibili, ma ci sono molti modi che la natura ha trovato per mettere insieme i cervelli e stiamo cercando di capire come questo possa fare la differenza”.

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