Astronomia, il Sole si avvia verso una fase di "debolezza"

Lo strato in cui avviene buona parte dell’attività magnetica solare si sta assottigliando (Getty Images)
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Uno studio condotto dall’università di Birmingham ha registrato una diminuzione dell’attività magnetica solare, che raggiungerà il suo picco tra circa due anni

Entro due anni il Sole entrerà in un nuovo periodo "silenzioso", contraddistinto da una minore attività, e, in realtà, avrebbe già cominciato a mostrare segni di "debolezza". È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" e condotto dall’università britannica di Birmingham. Secondo gli studiosi il fenomeno risponde al tipico alternarsi dei cicli di attività della nostra stella. Una concovinzione che il team di ricerca ha maturato attraverso "l'ascolto delle note" prodotte dal corpo celeste, che effettivamente indicano che lo strato in cui avviene buona parte dell’attività magnetica solare è ora più sottile.

 

Periodo insolito

Lo studio è stato coordinato da Yvonne Elsworth, dell’ateneo di Birmingham, ed è stato presentato durante la Conferenza nazionale sull'astronomia, in corso ad Hull. I risultati indicano che il Sole sta entrando in una fase di attività particolarmente debole. Dai dati, infatti, emerge che negli ultimi anni è rallentata la velocità di rotazione degli strati più esterni ad alcune latitudini e il suo campo magnetico si è assottigliato. "L'ultimo ciclo – ha dichiarato Elsworth - ha avuto un picco minimo di attività prolungato. Sarà interessante vedere se anche il picco minimo del ciclo in corso sarà altrettanto esteso o se tornerà presto alle condizioni passate". Quel che è certo è che, secondo la coordinatrice dello studio, "non si può essere sicuri di quali possano essere le conseguenze, ma è evidente che ci troviamo in un periodo insolito. In ogni caso, possiamo affermare che arriveremo al minimo di attività solare tra circa due anni".

 

La "musica del Sole"

Per spiegare come hanno fatto a registrare i cambiamenti nell’attività della nostra stella madre, Elsworth ha paragonato il Sole a uno strumento musicale che produce note a una frequenza molto bassa "circa 100mila volte più bassa del Do'". Per studiare queste onde sonore gli scienziati hanno utilizzato una tecnica chiamata eliosismologia, o sismologia del Sole, che permette "di scoprire quello che succede al suo interno". Il lavoro, ha spiegato Elsworth, è stato reso possibile dall’utilizzo del Birmingham Solar Oscillations Network (Bison), una rete di sei telescopi, dislocati in altrettanti Paesi ma gestita dall’ateneo britannico. Grazie a questa tecnologia i ricercatori hanno tenuto sotto controllo il Sole per oltre 30 anni, registrando i dati di tre cicli di attività della stella, ognuno durato circa 11 anni. In questo modo hanno potuto osservare i cambiamenti nella quantità di particelle energetiche create dall'interazione tra la superficie incandescente e il campo magnetico.

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