Scoperta la causa del legame fra sedentarietà e invecchiamento

La sedentarietà influisce negativamente sul processo d'invecchiamento (Getty Images)
2' di lettura

Una ricerca dell'Università di Padova ha gettato nuova luce sul fenomeno dell'invecchiamento precoce collegato alla vita poco attiva: il responsabile è un particolare ormone  

Ai più noti lati negativi della vita eccessivamente sedentaria ne andrebbe aggiunto un altro: l'accelerazione dell'invecchiamento. A spiegare perché questo avviene è uno studio appena concluso dall'università di Padova e dall'Istituto Veneto di Medicina Molecolare: responsabile del fenomeno sarebbe un determinato ormone la cui produzione dipende dal grado di attività motoria.

Lo studio

La ricerca, finanziata dallo European Research Council, dalla Fondazione Telethon e dalla Fondazione Cariparo, ha chiarito i fenomeni sottostanti al deterioramento dei mitocondri (le centrali energetiche di ogni cellula), che era già stato messo in relazione all'invecchiamento. Nel dettaglio, è stato evidenziato come i livelli di un proteina essenziale per la forma ed il funzionamento dei mitocondri, la Opa1, siano strettamente legati al grado di attività fisica dell'individuo. E quando la Opa1 risulta carente viene innescata la produzione di un ormone che manda "un segnale di invecchiamento" a tutto l'organismo: il suo nome è FGF21. È stato sufficiente bloccare la produzione di quest'ultima sostanza per arrestare i segni dell'invecchiamento visibili su cute, fegato, intestino e cervello.

Il significato dei dati

"Non era chiaro come la vita sedentaria fosse collegata ad un invecchiamento precoce - ha dichiarato il professor Marco Sandri, docente di Patologia clinica presso il dipartimento di Scienze biomediche dell'Università di Padova - il nostro studio spiega che l''invecchiamento non attivo' porta al deterioramento dei mitocondri nei muscoli ed ad un aumento di FGF21. Quando i livelli di FGF21 nel sangue sono alti per lungo tempo, l'organismo risponde con l'invecchiamento della pelle, del fegato e dell'intestino, perdendo neuroni, e con un'infiammazione generalizzat. Tutto questo accorcia drasticamente la vita". Una conclusione parzialmente coerente con una precedente ricerca che aveva osservato come le donne che stavano sedute per più di 10 ore al giorno presentassero cellule più "vecchie" di quelle che avevano una routine quotidiana più movimentata. Fenomeni di questo genere, ora, potrebbero acquisire una più chiara spiegazione biologica.

Leggi tutto