Ricostruita la storia di Naia, la mamma bambina di 12mila anni fa

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In passato i suoi resti, scoperti nel 2007 in una grotta in Messico, avevano aiutato a capire le origini dei nativi americani. Una recente analisi ha portato ora alla luce nuovi elementi: la ragazza avrebbe avuto una vita particolarmente difficile

Esile e denutrita, un’età compresa tra i 15 e i 17 anni e i segni di una gravidanza avuta anni prima. È la storia di Naia, una madre-bambina vissuta circa 12mila anni fa in Messico. La scoperta si deve alle nuove analisi condotte dal gruppo dell'archeologo James Chatters, del centro americano "Applied Paleoscience", i cui risultati sono stati presentati al convegno della Società Americana di Archeologia tenutosi a Vancouver in Canada e pubblicati sulla rivista "Nature". In passato i resti di Naia avevano già aiutato a ricostruire le origini dei nativi americani.

 

Una vita difficile – I resti di Naia sono stati scoperti nel 2007 all'interno di una grotta, in Messico. Gli archeologi li hanno analizzati più volte e nel 2014, grazie allo studio del Dna, dimostrarono che un singolo gruppo di persone arrivate dall'Asia aveva dato origine all'etnia dei nativi americani. Nuove analisi, però, hanno portato alla luce altri elementi, aspetti della vita di Naia ancora sconosciuti. Le testimonianze più eloquenti sono quelle rese dai resti del cranio, delle braccia, di una gamba e di parte del bacino. I risultati dei test condotti sui reperti ossei raccontano di una mamma-bambina che ha avuto una vita particolarmente difficile e che è morta, probabilmente, tra i 15 e i 17 anni. Le analisi del bacino dimostrerebbero, infatti, che Naia ha partorito ben prima della sua morte. Le ossa molto esili, inoltre, inducono a pensare che sia stata fortemente provata dalla denutrizione. L'idea che la vita dei primi americani sia stata facile sembra dunque errata, almeno a giudicare dai resti di questa ragazza. I cambiamenti ambientali occorsi nel tempo potrebbero aver giocato un ruolo chiave, rendendo sempre più difficile reperire le risorse necessarie alla sopravvivenza.

 

Una grande camminatrice – Quello su cui gli esperti si sono interrogati è se la denutrizione di Naia fosse da imputare allo scarso accesso al cibo o a un problema di assimilazione dovuto ad un'infezione da parassiti. L'irregolarità dei denti darebbe una prima risposta. Questi, infatti, rafforzerebbero l'ipotesi di un'alimentazione spesso molto limitata. La struttura delle ossa delle braccia mostra che i muscoli non erano ben sviluppati. Questo lascerebbe supporre che la ragazza non svolgesse lavori manuali tipici di quell'epoca come macinare semi, lavorare le pelli di animale o, semplicemente, trasportare carichi pesanti. Secondo gli archeologi, i muscoli delle gambe, invece, erano con ogni probabilità molto più sviluppati, a giudicare dalla conformazione degli stinchi e del femore. E questo aspetto rappresenterebbe un forte indicatore del fatto che Naia fosse una grande camminatrice.

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