In Scozia creati super-maialini immuni ai virus

Ogni anno in Europa la sindrome riproduttiva e respiratoria costa 1.5 miliardi di euro all'industria suina (Getty Images)
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L’Università di Edimburgo ha usato tecniche di genetica avanzata per produrre esemplari potenzialmente resistenti alla sindrome suina riproduttiva e respiratoria

Ventuno anni dopo Dolly, la prima pecora clonata della storia, i ricercatori britannici si sono ripetuti. Al Roslin Institute dell’Università di Edimburgo, lo stesso dove nacque e visse il celebre ovino, grazie all’utilizzo di tecniche avanzate di ingegneria genetica sono stati creati infatti dei maiali potenzialmente resistenti ad alcuni virus che ne colpiscono l’apparato riproduttivo e respiratorio, causando ingenti danni economici ogni anno al settore dell’industria suina. Lo studio dei ricercatori scozzesi è stato pubblicato sulla rivista di settore Plos Pathogens.

 

I test in laboratorio – Il team di ricerca del Roslin Institute ha effettuato delle operazioni di editing genetico sul Dna dei maiali, una sorta di “taglia e incolla”. Attraverso delle forbici genetiche, è stata rimossa una piccola porzione del gene CD163, la sezione che dovrebbe interagire con il virus della sindrome suina riproduttiva e respiratoria (Prrs). A seguito di questa operazione, dai primi risultati sarebbe emerso che le cellule dei maiali risultavano completamente immuni alle infezioni causate dai principali sottotipi del virus in questione. Peraltro, secondo i ricercatori, il lavoro di editing genetico non dovrebbe pregiudicare la capacità di questi animali di far fronte anche ad altre infezioni. I test fatti in laboratorio sulle cellule hanno confermato che le modifiche genetiche bloccano la capacità del virus di diffondere l’infezione. Precedenti studi avevano rimosso l’intera molecola CD163. I ricercatori dell’istituto scozzese, invece, ne hanno asportata solo una sezione per mantenere inalterate le sue altre funzioni.

 

I danni al settore industriale – La Prrs (Porcine reproductive and respiratory sindrome) è una malattia che colpisce l’apparato riproduttivo e respiratorio dei maiali, causando gravi problemi respiratori soprattutto negli esemplari più giovani e nelle femmine gravide. La Prrs è una patologia endemica nella maggior parte dei Paesi produttori di maiali. Fino ad oggi, i vaccini hanno fallito nel contrastare un virus capace di evolversi molto rapidamente. È stato stimato che, solo in Europa, la sindrome riproduttiva e respiratoria provochi all’industria suina un danno pari a circa un miliardo e mezzo di euro l’anno. Ecco perché, debellare questo virus sta diventando una delle più grandi sfide dell’industria alimentare del continente e non solo.

 

Le prossime fasi della ricerca – “Il gene-editing - spiega il professor Alan Archibald, che ha guidato la ricerca, sul portale del Roslin Institute - offre l'opportunità di aumentare la sicurezza alimentare, riducendo gli sprechi e le perdite dovute a malattie infettive, oltre a migliorare il benessere degli animali, riducendo il carico di malattie. I nostri risultati ci portano più vicini alla realizzazione di questi benefici e in particolare ad affrontare la più importante malattia infettiva per il settore suinicolo in tutto il mondo". La prossima fase della ricerca avrà il compito di verificare se effettivamente i maiali sono resistenti all’infezione una volta esposti al virus.

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