Nasa, scoperto un sistema solare con 7 pianeti simili alla Terra

1' di lettura

Si chiama Trappist-1 ed è stato svelato attraverso una ricerca, coordinata dall'università belga di Liegi. In tre dei pianeti scoperti ci sarebbero le condizioni ambientali per ospitare la vita

In un sistema solare “vicino” al nostro sono stati scoperti 7 pianeti simili alla Terra, in tre dei quali ci sarebbero le condizioni per ospitare la vita. Lo ha rivelato la Nasa, l’agenzia spaziale statunitense, che in una conferenza stampa trasmessa in diretta sul suo sito ha reso noto i risultati di una ricerca coordinata dall'università belga di Liegi e pubblicata sulla rivista scientifica Nature (LE FOTO - Cosa c'è da sapere sul nuovo sistema solare scoperto).

 

 

Un passo in avanti nella ricerca della vita - Secondo i ricercatori sei dei pianeti scoperti si trovano in una zona temperata in cui la temperatura è compresa fra zero e 100 gradi. Nello specifico i tre più vicini alla stella Trappist-1 - che dà il nome all'intero sistema ed è distante da noi “solo” 39 anni luce - sarebbero potenzialmente abitabili. In uno di questi, caratterizzato da una superficie rocciosa, sarebbe molto probabile la presenza di acqua allo stato liquido, considerata dagli scienziati la chiave per la vita. “Questa scoperta è un notevole passo in avanti nella ricerca di pianeti abitabili, dove ci siano condizioni ambientali favorevoli alla vita” ha dichiarato Thomas Zurbuchen, l’amministratore del Science mission directorate della Nasa, durante la conferenza stampa. Si tratta, infatti, del più grande sistema planetario mai scoperto con tanti possibili 'sosia' della Terra.

 

 

Relativamente vicino – Il sistema che ospita questi pianeti dista circa 40 anni luce (407 miliardi di chilometri) dalla Terra, e si trova nella costellazione dell'Acquario. Questi corpi celesti, come tutti quelli che si trovano al di fuori del nostro sistema solare, vengono definiti esopianeti e orbitano intorno a una stella diversa dal Sole. In questo caso si tratta di Trappist-1, che è molto più piccola (una nana rossa di massa pari a un decimo) e molto meno luminosa della nostra stella madre. I pianeti, inoltre, sono molto più vicini tra loro di quanto non lo siano i pianeti del nostro sistema solare. Motivo per il quale le condizioni ambientali sono piuttosto simili e hanno indotto i ricercatori a non escludere del tutto la presenza di acqua allo stato liquido in nessuno dei sette pianeti, pur essendoci probabilità più alte di trovarla nei tre considerati nella “zona abitabile”. Una presenza che fa ben sperare: “L'acqua in forma liquida – ha spiegato Franck Selsis, ricercatore dell'università di Bordeaux e coautore dello studio – è un prerequisito fondamentale per l'esistenza della vita, anche se non sufficiente”.

 

La scoperta - Il nuovo sistema planetario è stato individuato attraverso il metodo detto dei transiti, che permette di registrare la presenza di un pianeta quando questo passa davanti al disco della sua stella di riferimento. Il passaggio infatti, spiegano i ricercatori, provoca una leggera diminuzione della luminosità, che viene definita “transito”. Questo tipo di indagini spaziali, ha spiegato Michael Gillon, l’astronomo dell’università di Liegi che ha coordinato la ricerca “sono stati possibili grazie ai progressi della tecnologia, che possono consentire la determinazione della composizione atmosferica e la ricerca di tracce chimiche di vita".

Le foto:

 

 

 

Alla ricerca di nuovi pianeti - La ricerca di nuovi pianeti abitabili è il fulcro di molti lavori scientifici in corso. Ad esempio nell'agosto 2016 un team internazionale di scienziati ha riportato la notizia della scoperta di Proxima B, esopianeta simile alla Terra, classificato come “potenzialmente abitabile”. Ma mai prima d’ora però, ha dichiarato Gillon, “erano stati scoperti così tanti pianeti simili a questi, orbitanti tutti intorno alla stessa stella”.

Leggi tutto