California, arrivano i mini-robot per studiare gli oceani

Riproduzione grafica dei mini-robot subacquei progettati dall'Università di San Diego (Jaffe Lab for Underwater Imaging/Scripps Oceanography)
1' di lettura

I ricercatori dell’istituto di San Diego hanno progettato micro-esploratori artificiali capaci di imitare la formazione del plancton, per raccogliere dati e studiare le acque del nostro pianeta

Imitano le formazioni di plancton e registrano i movimenti tridimensionali dell'acqua. Sono i nuovi mini-robot sottomarini progettati dall'Istituto Scripps di Oceanografia dell'Università di San Diego in California. A descriverli, i ricercatori guidati da Jules Jaffe che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista scientifica "Nature Communications". Capaci di comunicare attraverso segnali acustici, vista l'impossibilità di utilizzare il gps sott'acqua, questi micro-esploratori sono stati utilizzati per studiare alcuni dei processi meno chiari degli oceani, tra cui la formazione interna delle onde.

 

 

 

(Credit: Jaffe Lab for Underwater Imaging/Scripps Oceanography)

 

Un plancton artificiale per le registrazioni 3D – Il gruppo di ricerca guidato da Jules Jaffe ha sviluppato uno sciame di 16 robot sottomarini, ognuno delle dimensioni di un pompelmo, programmato per simulare il comportamento di nuoto subacqueo del plancton. Quest'ultimo costituisce l'alimentazione principale di alcune specie di cetacei e si muove seguendo le correnti oceaniche. La finalità della nuova tecnologia è stata principalmente quella di testare teorie sulla formazione del plancton e registrare una panoramica in 3D sull'interazione tra le correnti oceaniche e la vita marina. I robot sono dotati di sensori per rilevare la temperatura e sono in grado di nuotare su e giù mantenendosi ad una profondità costante. "Si aprono nuove possibilità di esplorazione degli oceani", ha commentato Jaffe sul sito dell’università californiana. "Mettendo delle videocamere ai robot, si potrà fare una mappatura fotografica dell'habitat dei coralli o dei selfie al plancton".

 

I test nell'oceano – L’esperimento nelle acque di Torrey Pines, vicino La Jolla, nella contea di San Diego, è durato circa cinque ore. In questo lasso di tempo, i ricercatori californiani hanno misurato le traiettorie dell'acqua raccogliendo informazioni ogni 12 secondi dallo sciame di robot posizionato a dieci metri di profondità. Vista l’impossibilità di utilizzare il gps sott'acqua, il team si è affidato ai segnali acustici per monitorare costantemente la localizzazione del plancton robot. Questi mini-esploratori non solo sono riusciti a ricostruire i movimenti interni delle onde in alta risoluzione, ma sono stati capaci anche di imitare la formazione del plancton.

 

 

Le applicazioni future – "Questa è la prima volta che un tale meccanismo è stato testato sott'acqua", ha detto sul portale dell’Università l'oceanografo Peter Franks. Gli esperimenti hanno aiutato i ricercatori a confermare le teorie sulle dinamiche fisiche del plancton negli oceani. In futuro, l'obiettivo sarà studiare anche i movimenti delle larve nelle aree protette in modo da tracciare le eventuali fuoriuscite di petrolio.

Leggi tutto