Maculopatia, diagnosi precoce grazie a un prelievo di sangue

Un esame del sangue potrà rivelare una maculopatia anche negli stadi iniziali della patologia (Getty Images)
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Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica "Ophthalmology" illustra una nuova metodologia per riconoscere la malattia anche negli stadi iniziali

Un nuovo esame per la diagnosi della maculopatia è in grado di individuare la malattia e la prognosi a partire da un prelievo sanguigno. Un'innovazione derivata da una ricerca condotta presso il "Massachusetts Eye and Ear" di Boston e pubblicata sulla rivista "Ophthalmology".

La malattia

Con il termine maculopatia vengono denominate tutte le malattie della macula, ossia della parte centrale della retina. Quando la patologia raggiunge lo stadio avanzato, la conseguenza fondamentale è la perdita parziale o totale della vista. L'aspetto problematico delle maculopatie è che risulta difficile diagnosticarle negli stadi iniziali, asintomatici, quando sarebbe possibile intervenire per rallentare il processo degenerativo che conduce alla cecità.

La scoperta

Effettuando una serie di esami del sangue su 90 pazienti malati (30 nella fase precoce della patologia, 30 nella fase intermedia, 30 nella fase avanzata) e su altri 30 soggetti sani, è stato possibile riconoscere la presenza di molecole distintive (in particolare di grasso) negli individui che soffrono delle maculopatie. Queste particelle, 87 tipologie in tutto, debbono essere necessariamente implicate nella genesi della malattia, anche se al momento non sono chiare le modalità in cui ciò avviene.

Le implicazioni

Grazie a un apposito esame del sangue, dunque, potrebbe essere possibile la diagnosi precoce della maculopatia. In più, spiegano i ricercatori, si potrà riconoscere la velocità della degenerazione maculare, che è diversa da paziente a paziente, con la possibilità di personalizzare le cure. In futuro, sempre grazie al test del sangue, si potrebbe pure riuscire a riconoscere quali anziani sono più a rischio di ammalarsi. La scoperta delle molecole collegate all'insorgenza della malattia, infine, sarà alla base di nuove ricerche per chiarire i processi che danno origine alla patologia, la comprensione dei quali potrebbe portare a nuove cure.

 

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