Cambiamento climatico, dagli insetti "alieni" alto rischio di allergie

Ogni anno 5 milioni gli italiani vengono punti da un'ape, da una vespa o da un calabrone e di questi circa 400mila soggetti sviluppano reazioni allergiche o shock anafilattico (Getty Images)
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Secondo gli esperti della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica sono sempre di più le specie tropicali che arrivano nel nostro Paese. Il veleno della "sconosciuta" rossa Vespa orientalis, in particolare, può risultare molto pericoloso

Tra gli effetti dei cambiamenti climatici ci sono anche le migrazioni anomale di animali e insetti. In Italia, ad esempio, accade sempre più spesso che arrivino vespe "aliene" provenienti dal Medio Oriente e dall'India e che si portano dietro dei rischi per la salute umana. Le nuove specie di insetti, infatti, possono provocare reazioni allergiche che in alcuni casi possono risultare gravi. L’allarme è stato lanciato dagli esperti della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) in occasione del suo trentesimo congresso nazionale che si è svolto a Firenze dal 6 al 9 aprile. Ogni anno, secondo i dati diffusi dagli allergologi, 5 milioni di italiani vengono punti da un'ape, da una vespa o da un calabrone e di questi circa 400mila soggetti sviluppano reazioni allergiche o shock anafilattici, che mediamente provocano 50 decessi l’anno.

 

I pericoli delle vespe orientali – I casi, però, per gli esperti potrebbero aumentare in maniera esponenziale proprio a causa delle migrazioni anomale che spingono imenotteri "stranieri" ad arrivare nel nostro Paese. Durante il congresso è emerso che i rischi sarebbero legati non solo all’incremento delle popolazioni di insetti, che inevitabilmente accresce la probabilità di essere punti, ma anche al pericolo che compaiano nuove specie velenifere dovute alle reazioni crociate tra gli insetti provenienti dall’estero e quelli autoctoni. Le vespe in particolare vengono attratte in Italia perché, a differenza del passato, trovano l'ambiente e il clima giusto per proliferare. La Vespa orientalis, ad esempio, è originaria del Medio Oriente e dell'Asia, ma da qualche decennio è presente in Sicilia e negli ultimi tempi, a causa dell'aumento delle temperature, tende a risalire una Penisola dal clima sempre più tropicale. Tra gli effetti del caldo anomalo - come ha spiegato durante il congresso Walter Canonica, presidente della Siaaic - c’è anche “il mutamento del comportamento delle vespe che tendono a costruire nidi sempre più grandi che possono diventare perenni anziché annuali”. Infine, accanto alle migrazioni naturali, gli allergologi hanno messo in guardia anche da quelle indotte. Secondo gli esperti, infatti, sono sempre di più i casi di insetti, come la Vespa velutina (o calabrone asiatico), che arrivano in Italia attraverso l'immigrazione dalla Cina, e che una volta arrivati sul nostro territorio trovano un ambiente favorevole per proliferare.

 

Gli altri insetti importati - Sia la Vespa orientalis che la Vespa vetulina hanno anche conseguenze sull'economia, in quanto in grado di danneggiare gli alveari e la produzione del miele nostrano. Non è il primo caso di insetto "alieno" che ha messo piede nel nostro Paese: basti pensare alla cinipide o vespa del castagno (Dryocosmus kuriphilus) dalla Cina, che ha messo in crisi la produzione di castagne in Italia tra il 2013 e il 2014; al punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) del Sud-Est asiatico, così pericoloso per le palme; alla fastidiosa zanzara tigre (Aedes albopictus), originaria anch'essa del Sud'Est asiatico e arrivata in Italia negli anni '90; e, da ultimo, alla cimice cinese (Halyomorpha halys) che sta dilagando nel Nord Italia.  

 

I rischi di un veleno sconosciuto – Le nuove specie di vespe, assicurano gli allergologi, non sono più aggressive delle italiane ma rappresentano un rischio per la composizione del loro veleno. Non essendo ancora troppo conosciute, infatti, possono cogliere impreparati gli esperti su diagnosi e terapie. Per evitare ogni rischio gli esperti invitano ad usufruire dell'immunoterapia (impropriamente definita "vaccino") per lo meno nei confronti delle specie note. Recenti sentenze - ricorda Gianrico Senna, vicepresidente Siaaic - "hanno obbligato alcune Asl a somministrare gratis il 'vaccino' ai pazienti: è un salvavita, e dovremmo perciò garantirlo a tutti gli allergici agli insetti". Questo semplice gesto di prevenzione, infatti, è efficace nel proteggere il 97% degli allergici, ma ad oggi, sottolineano gli esperti, soltanto un paziente su 7 sceglie di usufruirne.

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