Gentiloni: "Ue ci dica se sui migranti dobbiamo cavarcela da soli"

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L'Europa "se vuole scommettere sul proprio futuro, deve avere una politica migratoria comune" ha detto il premier in Senato in vista del Consiglio europeo. E sul terrorismo: "Dalla Rete non può venire minaccia per la sicurezza"

“Vogliamo sapere se sul tema dell'immigrazione (LO SPECIALE MIGRANTI) abbiamo alle nostre spalle l'Unione europea con le sue risorse e con il suo impegno politico, oppure se dobbiamo continuare a cavarcela da soli". Lo ha detto in Senato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "L'Italia è in grado di gestire questa questione, sia pure con difficoltà crescenti - ha aggiunto -. L'Europa se vuole recuperare la sua vitalità, se vuole cambiare e scommettere sul proprio futuro deve avere una politica migratoria comune. Questo noi pretendiamo a Bruxelles”.

"Da Rete non può venire minaccia per la sicurezza"

Gentiloni è intervenuto anche sulla minaccia terroristica in Europa. "Gli ultimi attentati ci dicono che il terrorismo è una minaccia comune che ha bisogno di risposte comuni. Con lo scambio di informazioni" e con una linea "molto esigente dell'Ue", sulla scia della dichiarazione del G7 di Taormina, "verso i grandi player del web perché la radicalizzazione può essere contrastata da chi detiene le chiavi di un numero impressionante di dati".. "La Rete, luogo di libertà – ha aggiunto - non può diventare una minaccia per la nostra sicurezza".

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"Brexit non è campana a morto per Ue ma sveglia"

Inoltre un riferimento alla Brexit. "Si potrebbe dire che Brexit più che una campana a morto per il progetto dell'Ue è stata una robustissima sveglia. Forse ricorderemo il voto inglese più che come inizio della fine, come un campanello di allarme che ha messo il progetto dell'Unione al centro della discussione pubblica del nostro Continente. Quel progetto ha confermato la propria vitalità  e resta centrale per il nostro futuro".

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