Libertà di stampa, Rsf critica Grillo. La replica: problema sarei io?

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Il leader M5S, tirato in ballo dal rapporto di Reporter Sans Frontière, in cui viene associato “ai politici che non esitano a comunicare pubblicamente l'identità dei giornalisti che danno loro fastidio”, risponde dal blog: “Il sistema è marcio”

L’Italia fa un balzo in avanti nella classifica annuale di Reporters sans Frontieres, l'organizzazione per la libertà dell'informazione, ma tra i problemi segnalati nel rapporto - quando si parla del nostro paese - c’è anche l’effetto di "responsabili politici come Beppe Grillo che non esitano a comunicare pubblicamente l'identità dei giornalisti che danno loro fastidio".

La replica di Grillo

Un aspetto che ha immediatamente scatenato polemiche, politiche e sui social, e che ha spinto il leader del Movimento 5 Stelle a una pronta replica.
"Oggi ho scoperto di essere io la causa del problema di libertà di stampa in Italia. Lo afferma il rapporto di Reporters Sans Frontieres appena pubblicato. Mi ha aperto gli occhi" - scrive Beppe Grillo dal suo blog, ironizzando - la colpa è mia".

"La colpa è mia"

"Io pensavo che fosse perché i partiti politici con la lottizzazione si sono mangiati la Rai piazzando i loro uomini nel management e nei telegiornali e dicendo loro che cosa dire e che cosa non dire. Pensavo che fosse per i giornalisti cacciati dai programmi Rai o per le minacce del partito di governo a quelli che sono indipendenti, come Report. Pensavo che fosse perché in Italia non ci sono editori puri e metà delle tv generaliste le controlla il capo di Forza Italia e perché la tessera numero uno del Pd controlla il secondo giornale più diffuso in Italia. No, la colpa è mia" scrive Grillo.

Le altre reazioni

"Un anno fa, per attaccare la stampa e il lavoro dei giornalisti in Italia, Grillo citava espressamente il rapporto di Rsf. Oggi è proprio il rapporto di Reporters sans frontieres a puntare il dito contro Grillo […] ", ha scritto su Facebook la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi. "I metodi del Movimento 5 stelle - prosegue Bonaccorsi - sono ormai noti e destano preoccupazione: fake news, gogna sul blog e i social per i cronisti, rifiuto del confronto con gli altri partiti in tv, conferenze stampa con domande solo su temi graditi, utilizzo di figure di garanzia come il presidente della Vigilanza per fare pressione sulla Rai. Se ne stanno accorgendo anche a livello internazionale".

"Grillo e il M5S sono un problema per la libertà di informazione in Italia: intimidazioni e fake news", ha scritto su Twitter un’altra esponente del Pd, Alessia Morani, vicepresidente dei deputati.

Interviene anche Di Maio, vicepresidente M5S alla Camera, che dice: "Per noi il problema del giornalismo in Italia è l'assenza dei una legge sul conflitto di interessi e la lottizzazione della tv pubblica: ci sorprende il fatto che sia indicato Beppe Grillo come il problema della stampa".

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