Venezuela, procura apre inchiesta sui brogli elettorali

4' di lettura

Dopo le rivelazioni della società britannica sui dati falsi dell'affluenza la magistratura apre un'inchiesta. Maduro attacca: "Non sono un dittatore, ma viene voglia diventarlo". L'esercito occupa parte del Parlamento 

La procuratrice generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, ha annunciato di aver aperto un'inchiesta su possibili brogli nell'elezione dell'Assemblea costituente voluta dal presidente Nicolas Maduro. "Ho nominato due pubblici ministeri che indagheranno sui quattro direttori del Consiglio elettorale nazionale per questo fatto veramente scandaloso", ha detto Ortega alla Cnn dopo che società britannica incaricata di gestire il voto, la Smartmatic, ha dichiarato falsi i dati sulle percentuali di affluenza. 

Procuratrice: "Comportamento del comitato elettorale potrebbe scatenare nuove violenze"

Nell'intervista televisiva, Ortega Diaz, che nei giorni scorsi era già stata duramente attaccata da Maduro, ha detto che le accuse lanciate dalla Smartmatic su una possibile manomissione dei risultato elettorali "rappresentano un fatto molto grave, la possibilità di una manipolazione di cui non possiamo sapere quale è la vera portata". "Questo è ancora un altro elemento che completa il quadro fraudolento, illegale ed incostituzionale di questa riforma costituzionale", ha sottolineato la procuratrice. Il comportamento delle autorità della Cne (il Consiglio nazionale elettorale, ndr) è "scandaloso", ha aggiunto, e potrebbe scatenare "un'ondata di violenza ancora peggiore di quella scatenata in queste settimane dal progetto della Costituente". "Voglio dire alla comunità internazionale che questa convocazione è stata fatta ai margini della Costituzione, con una serie di eventi contrari allo Stato di diritto, segnati dalla violenza e dalla violazione dei diritti umani", ha affermato Ortega Diaz, che non ha escluso di ricorrere ad organismi internazionali per denunciare la situazione in Venezuela.

Maduro: "Sono stupidi. Non sono un dittatore ma viene voglia di diventarlo"

Accuse respinte da Maduro che in un incontro a Caracas con i delegati eletti alla Costituente domenica scorsa - che si istalleranno domani nella sede del Parlamento - che ha assicurato come "nessuno potrà macchiare il processo elettorale" per la Costituente, checché ne dica "uno stupido" che è stato "spremuto fino al collo", riferendosi all'amministratore delegato della Smartmatic. "Io dico che non sono stati otto milioni che sono andati a votare, Sono stati dieci, perché almeno due milioni volevano farlo ma non hanno potuto, a causa delle pallottole e delle barricate dei fascisti", ha aggiunto. Maduro ha anche denunciato che l'"immorale" presidente peruviano, Pedro Pablo Kuczynski, ha convocato per sabato prossimo un vertice regionale a Lima per "lanciare un'offensiva economica, politica e militare" contro il suo governo "su ordine dell'imperatore Trump".  "Io non sono un dittatore, ma a volte viene la voglia di convertirti in un dittatore, quando vedi questi speculatori figli di una buona donna!", ha inoltre esclamato Maduro, attaccando "la borghesia parassita" alla quale ha attribuito la colpa della profonda crisi economica in Venezuela.

Guardia Nazionale occupa parte del Parlamento

Nella notte la Guardia Nazionale Bolivariana ha preso un salone del Parlamento, nell'ambito dei preparativi per l'installazione della Costituente, che l'opposizione considera illeggittima. Il presidente del Parlamento, l'oppositore Julio Borges, ha replicato che gli agenti stanno perdendo tempo perché deputati continueranno a lavorare nella sede legislativa.  "La Guardia nazionale e il Governo perdono in tempo occupando il Salone ellittico per la truffa della Costituente", ha scritto Borges su Twitter, e ha aggiunto che "continueremo a stare insieme al popolo e con l'appoggio della comunità internazionale, lavorando nella sede dell'Assemblea nazionale per la libertà del Venezuela".

 

Leggi tutto
Prossimo articolo