Migranti, sono 2.108 le persone morte nel Mediterraneo nel 2017

Un'operazione di soccorso della Guardia costiera, nei giorni scorsi, nel Mediterraneo Centrale
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Per il quarto anno consecutivo, secondo l'Oim, il numero di chi ha perso la vita cercando di raggiungere l'Europa via mare supera i 2mila. Dall'inizio dell'emergenza, nel 2013, i decessi sono stati circa 15mila. Gentiloni: problema non è solo "dei Paesi in prima linea"

Sono 2.108 gli uomini, le donne e i bambini che nel 2017 hanno perso la vita nel Mediterraneo, mentre cercavano di raggiungere via mare l’Europa. Lo dicono i dati dell’Oim, l’Organizzazione internazionale delle migrazioni, resi noti a Ginevra.


 

Dal 2013 i morti sono circa 15mila

Di questi 2.108 migranti e rifugiati che sono morti in mare dall’inizio dell’anno al 21 giugno, spiega la nota dell’Oim, 2.011 sono deceduti sulla rotta del Mediterraneo centrale tra il Nord Africa e l'Italia. In totale, le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo dall’inizio dell’emergenza, nel 2013, sono circa 15mila.

Quarto anno consecutivo con oltre 2mila decessi

L’Oim aggiunge che il numero di morti nel Mare Nostrum è inferiore a quello registrato nello stesso periodo dell’anno scorso, quando furono 2.911, ma sottolinea come si tratti “comunque del quarto anno consecutivo durante il quale la soglia di migranti morti nel mar Mediterraneo ha superato i 2mila”. Dall'inizio del 2017, continua l’Oim, il numero di arrivi via mare in Europa è salito a 83.928, l'85 per cento dei quali in Italia, contro i quasi 216mila per lo stesso periodo del 2016.

Gentiloni: non è un problema solo dei Paesi in prima linea

I dati dell’Oim arrivano nello stesso giorno in cui il tema migranti è in agenda nei lavori del Consiglio europeo. Il premier italiano Paolo Gentiloni, davanti ai funzionari agli Stati generali degli italiani nelle istituzioni Ue, a Bruxelles, ha lanciato un nuovo appello: “Serve uno slancio maggiore per le politiche migratorie, che non possono essere lasciate sulle spalle dei Paesi in prima linea ma devono essere condivise dagli Stati europei”. Dello stesso parere il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, che da bari ha ribadito: “Sull'immigrazione l'Europa è veramente indietro. Noi stiamo lavorando anche bypassando l'Europa, ma non dimenticando che l'Europa deve fare il proprio lavoro. Nei prossimi giorni ospiterò a Roma un vertice con alcuni Paesi europei e alcuni Paesi africani di transito, per evitare che i migranti arrivino in Libia”.

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