Formaggi italiani da record: più 84% di esportazioni in 10 anni

Tra i Paesi importatori dei nostri formaggi spiccano Francia, Germania e Gran Bretagna (Getty Images)
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Lo svela uno studio della Coldiretti, secondo cui i prodotti caseari made in Italy sono sempre più amati nel resto del mondo, con cifre in crescita nel breve e nel lungo periodo

L'Italia è una delle regine mondiali dell'esportazione dei formaggi. È quanto emerge dall'ultima analisi della Coldiretti secondo cui mai, come nel 2017, è stato consumato così tanto formaggio nostrano all'estero. Si tratta di un record storico, con un export superiore del 7% rispetto al 2016 e un incremento totale delle spedizioni pari all'84% nel corso dell'ultimo decennio.

Prodotti apprezzati anche in Francia

Lo studio della Coldiretti, effettuato sulla base di dati Istat relativi ai primi sette mesi dell'anno, evidenzia che per la prima volta nel 2017 saranno superati i 400 milioni di chili di formaggio Made in Italy consumato all'estero. Un primato di gusto e qualità riconosciuto anche dai francesi che sono diventati, scrive la Coldiretti, “i principali consumatori dei nostri formaggi, con le esportazioni che sono praticamente raddoppiate”. Si parla infatti di un più 94% d'importazioni nel corso dell'ultimo decennio, che ha portato i transalpini ad affiancare le nostre specialità ai loro prodotti d'eccellenza, come Camembert, Brie e Roquefort. “Oggi le esportazioni di formaggio Made in Italy in Francia - precisa la Coldiretti - sono pari al doppio a quelle dei cugini d'oltralpe in Italia, che sono rimaste praticamente stabili nel decennio”.

L'export negli altri Paesi

E se la Francia si è rivelata la prima ammiratrice dei prodotti caseari italiani, sono tanti altri i Paesi dell'Ue che sembrano non riuscire a fare a meno delle specialità nostrane prodotte. Come l'Olanda dove, scrive la Coldiretti, si è scatenata una “pecorino-mania”, con un aumento degli acquisti del tipico prodotto stagionato pari al 77% rispetto allo scorso anno. Una cifra addirittura quadruplicata se si tiene conto delle vendite nei Paesi Bassi nell'ultimo decennio. E il trend è positivo anche in Svizzera, storica patria dell'Emmental. Qui i consumi sono aumentati dell'8% nell'ultimo anno e del 22% nel decennio. “Allo stesso modo - continua la Coldiretti - nella Grecia della feta, il tradizionale formaggio ellenico, e della crisi, non si può ormai fare più a meno della mozzarella fresca, che cresce nel 2017 del 41% in quantità”. Oltre alla Francia dove è diretto quasi un quarto del totale esportato (23%), come Paesi importatori spiccano anche la Germania che si colloca al secondo posto con il 14%, la Gran Bretagna con il 10%, gli Stati Uniti con il 9% e la Spagna con il 5%. Ancora contenuta, anche se in crescita, è invece la presenza nei Paesi asiatici come il Giappone, fermo al 2% del totale esportato, e la Cina con appena l'1%.

Le specialità più richieste

Sono due le specialità italiane che gli stranieri preferiscono a tutte le altre: il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, che in quantità rappresentano il 21% del totale esportato e che guidano la lista del 51 formaggi italiani che hanno avuto il riconoscimento dell'Unione Europea della denominazione di origine (Dop/Igp). Nel paniere delle esportazioni italiane spiccano anche il Pecorino Romano, il Gorgonzola e la mozzarella di Bufala Campana. “I formaggi Made in Italy più esportati sono purtroppo - scrive la Coldiretti - anche quelli più 'taroccati' nel mondo dove le imitazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano hanno superato addirittura i prodotti originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan, canadese, australiano e statunitense”. Secondo l'associazione, il successo dei formaggio italiano all'estero è la punta dell'iceberg del segnale di ripresa registrato nel settore lattiero-caseario nazionale dopo l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte entrato in vigore il 19 aprile 2017.

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