Treno deragliato, Rfi: spessori in legno non previsti da normative

6' di lettura

Il presunto "sostegno" è stato ritrovato nel punto dove ha ceduto il binario, prima dello schianto del treno. I pm: "È solo uno degli elementi da valutare". Operai sorpresi nell'area posta sotto sequestro: denunciati. Rfi: "Limiti superati inavvertitamente"

Proseguono le indagini sulle cause dell’incidente ferroviario sulla linea Cremona-Milano, che giovedì ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre decine. Nuovi possibili elementi arrivano da un pezzo di legno che sarebbe stato posizionato come “toppa” nel punto in cui la rotaia si era rotta causando la deviazione del treno dai binari. La sua presenza è stata individuata dagli investigatori che stanno indagando sull'incidente, come riportano Corriere della Sera e Repubblica. Intanto sabato mattina quattro operai, vestiti con le pettorine di Rfi, sono stati sorpresi dalla polizia all'interno dell'area posta sotto sequestro dalla magistratura. La società: "Hanno superato inavvertitamente i confini".

Pm: "Solo uno degli elementi da valutare"

Secondo i pm che indagano su quanto avvenuto, però, quello della tavoletta di legno sarebbe soltanto uno degli elementi da valutare nell'inchiesta e non ha destato negli inquirenti nessuna attenzione particolare. Da parte sua Rete ferroviaria italiana spiega che "l'utilizzo di spessori in legno non è previsto né dalle normative tecniche né dai protocolli operativi". Proprio nell'area dove la polizia sta effettuando gli accertamenti, posta sotto sequestro, oggi quattro persone con pettorine di Rete Ferroviaria Italiana sono state sorprese mentre effettuavano dei rilevamenti. Sono stati accompagnati in Questura e denunciati per violazione dei sigilli. Rfi: "Gli operai hanno inavvertitamente superato i confini dell'area sequestrata, erano impegnati esclusivamente in controlli tecnici".

Super consulenza stabilirà se tavoletta sia stata una delle cause

La tavoletta di legno infilata sotto il giunto del binario è quindi solo uno dei molti elementi raccolti dai tecnici che lavorano all'inchiesta della Procura di Milano sull'incidente. Da quanto si apprende, spetterà alla super consulenza stabilire se anche quel pezzo di legno piazzato sotto la rotaia, ben visibile nelle foto che circolano in questi giorni e che si trova ancora al suo posto, possa essere una delle cause che hanno portato al deragliamento del treno. Al momento nessuno sarebbe quindi in grado di valutare se sia o meno una concausa o la causa dell'incidente. Il pezzo di legno sarà uno degli elementi da valutare dai consulenti nominati dalla Procura, così come il "cedimento" della rotaia dovuto al distacco di 23 centimetri della parte superiore (chiamata in gergo "fungo", quella su cui appoggiano le ruote), la mancanza di due dei quattro perni che fissano la piastra di giunzione alle due rotaie e una traversina usurata.

La tavoletta alta circa 5 centimetri

La tavoletta di legno sarebbe un parallelepipedo di circa 30x40 centimetri, e alto 5 cm, posizionato sotto il binario che ha ceduto, nel punto in cui mancava un pezzo di 23 centimetri sulla parte superiore della rotaia, ovvero dove il treno ha cominciato a ondeggiare e vibrare fino a terminare violentemente la sua corsa circa 2 km dopo.

Rfi: "Spessori in legno non previsti"

Sulla presenza del pezzo di legno sul binario è intervenuta anche Rete ferroviaria italiana, che fa sapere che "l'utilizzo di spessori in legno non è previsto dalle normative tecniche e dai protocolli operativi di Rete Ferroviaria Italiana". Rfi spiega che "nell'ambito del miglioramento continuo dei livelli di sicurezza e prestazionali, l'utilizzo del legno, è stato sostanzialmente abbandonato in Italia e limitato a pochissimi casi comunque codificati". Rfi ribadisce che "le cause dell'incidente di Pioltello sono attualmente oggetto delle indagini degli inquirenti, che determineranno la dinamica e le cause del deragliamento".

Possibile errore nella valutazione del difetto del binario

Oltre alla presenza del pezzo di legno si pensava anche a un altro possibile errore umano che potrebbe finire nel mirino degli investigatori, ovvero una previsione e una valutazione sbagliata dei rischi. Rete ferroviaria Italiana, che gestisce i binari, classifica gli interventi da realizzare in caso di “difetto rilevante” in tre categorie, a seconda dell’urgenza: “immediati”, da fare subito fermando il traffico, seguiti da quelli da fare entro 48 ore e poi da quelli che si possono completare entro due settimane nell’ambito di un programma già stabilito. Chi ha posizionato la tavoletta di legno potrebbe aver sbagliato nella valutazione e fatto rientrare il problema nella terza categoria, ritenendo che lo si potesse risolvere più avanti con la sostituzione dei giunti che era prevista per le prossime settimane. Gli investigatori, in possesso della documentazione sulla manutenzione, stabiliranno quando e da chi è stato posizionato il pezzo di legno.

Operai nell'area sotto sequestro. Rfi: "Limiti superati inavvertitamente"

Intanto nella mattinata di sabato, quattro operai con pettorine di Rete Ferroviaria Italiana sono stati sorpresi dalla polizia a un centinaio di metri dal "punto zero" della linea su cui è avvenuto l'incidente. I quattro operai si trovavano all'interno dell'area posta sotto sequestro dalla magistratura e per questo sono stati accompagnati in Questura per essere identificati. Nei loro confronti è scattata una denuncia per violazione di sigilli. Secondo quanto riferito dalla polizia e da alcuni testimoni, gli operai stavano effettuando dei rilievi con uno strumento. Rfi ha fatto sapere che "gli operai, non avendo la percezione dei confini dell'area sequestrata, non visibilmente segnalati, li hanno superati inavvertitamente. In ogni caso, i tecnici non hanno mai invaso luoghi o aree recintate e non avevano alcuna volontà o intenzione di superare i limiti imposti dalla magistratura". "I tecnici che oggi sono stati fermati dalle Autorità - aggiunge la società - erano impegnati esclusivamente in controlli tecnici tra Pioltello e Treviglio in vista della riapertura degli altri due binari della linea, nelle zone non poste sotto sequestro dall'autorità giudiziaria".

Si attendono prime iscrizioni nel registro degli indagati

Saranno gli esperti nominati dai pm milanesi Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, che indagano, al momento ancora contro ignoti, per disastro ferroviario colposo a stabilire le responsabilità. Potrà dire molto l’analisi della scatola nera del treno, da cui ci si aspettano risposte importanti. Intanto le indagini vanno avanti e per la settimana prossima si attendono le prime iscrizioni nel registro degli indagati, come atto dovuto, di manager e tecnici di Rfi e Trenord in modo tale da consentire loro di nominare i loro esperti in vista della consulenza dei pm.

Data ultima modifica 27 gennaio 2018 ore 18:18

Leggi tutto
Prossimo articolo