Firenze, studentesse Usa confermano stupro davanti al gip

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L’incidente probatorio è durato più di 12 ore e le due ragazze hanno risposto a centinaia di domande. Nei loro racconti hanno ribadito di essere state violentate dai due carabinieri. La difesa dei militari rimane invece ferma alla versione dei “rapporti consenzienti”

È durato più di 12 ore l’incidente probatorio per le due studentesse americane che il 7 settembre scorso hanno denunciato di essere state violentate da due carabinieri a Firenze. Le ragazze hanno confermato la loro versione dei fatti, ovvero di essere state stuprate dai militari che le avevano riaccompagnate a casa dopo averle incontrate fuori da una discoteca e fatte salire sull'auto di servizio. 

Centinaia di domande

Davanti al gip di Firenze Mario Profeta le due ragazze, di 19 e 21 anni, tornate dagli Usa in Italia appositamente per questo passaggio dell'inchiesta, hanno risposto al fuoco di fila delle domande (260 a testa quelle proposte dalla difesa, non tutte accolte) manifestando disagio, con crisi di pianto e momenti di forte emozione. Per sette ore, con solo qualche breve pausa, è stata ascoltata la più grande delle due studentesse, con modalità protette: in una stanza dentro l'aula bunker erano presenti solo il gip e la ragazza. Il pm, i difensori e uno dei militari accusati erano in un altro locale, collegati in audio video. Conclusa la deposizione della 21enne, intorno alle 18, è stata poi la volta dell'altra studentessa, che ha lasciato l'aula intorno alle 22.30. 

“Momenti drammatici e di sofferenza”

Gli avvocati delle due giovani americane, hanno riferito che ci sono stati "momenti drammatici e di sofferenza" durante le due deposizioni. "Per le ragazze è stata una giornata sfiancante che non mi sarei mai aspettato di verificare”, ha detto il legale della 19enne. "La mia assistita è mezzo svenuta, l'altra ha pianto". "La maggior parte delle domande proposte dai difensori era irrilevante, senza nessuna capacità di spostare l'ipotesi accusatoria iniziale, che, invece, si è rafforzata". L'avvocato che assiste invece l'americana di 21 anni, la prima ragazza ad essere stata sentita, ha aggiunto che "le testimonianze confermano tutto, senza alcuna contraddizione, anche rispetto a domande ripetitive e ininfluenti", "l'incidente probatorio non ha inficiato le testimonianze iniziali". 

La difesa dei carabinieri

"I due carabinieri non devono chiedere nessuna scusa alle ragazze, semmai siamo noi quelli amareggiati”, ha detto da parte sua il difensore di uno dei militari. Ribadendo la linea della difesa, per cui i rapporti sessuali furono consenzienti, ha aggiunto: "Eventualmente sono stati fessi a metterle nella macchina di servizio per accompagnarle a casa". Tra le domande poste dal gip alle due studentesse, su proposta del difensore dei carabinieri, anche quella se le ragazze avessero bevande alcoliche in casa. Le giovani hanno risposto di sì, ma di non aver bevuto.

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