È morto il cardinale Dionigi Tettamanzi, ex arcivescovo di Milano

Una foto del cardinale Tettamanzi dell’8 settembre 2011, quando nel Duomo celebrò l'ultima messa del suo mandato di vescovo di Milano
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Si è spento a 83 anni, dopo una lunga malattia, nella Villa Sacro Cuore in Brianza. Il suo mandato nel capoluogo lombardo era durato dal 2002 al 2011. Il ricordo del Papa: "Pastore sollecito, totalmente dedito alle necessità e al bene dei sacerdoti e dei fedeli"

Si è spento il cardinale Dionigi Tettamanzi, ex arcivescovo di Milano. Il cardinale è morto a 83 anni, dopo una lunga malattia. Si trovava nella Villa Sacro Cuore, la “Casa di spiritualità della Diocesi”, a Triuggio, in Brianza, dove si era ritirato dopo la fine del suo mandato. Era stato arcivescovo di Milano dal 2002 al 2011 (la fotostoria).

Era nato nel 1934

Tettamanzi è morto in Brianza, non lontano da Renate, il paese dove era nato il 14 marzo 1934. Accanto al cardinale c'erano i familiari e Marina, la storica assistente. Ieri il cardinale Angelo Scola e il neo eletto arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, avevano diffuso una nota per spiegare che le condizioni di Tettamanzi si erano “particolarmente aggravate” e per invitare la comunità diocesana a pregare per lui.

Il cordoglio del Papa

Ai familiari di Tettamanzi e alla diocesi di Milano il Papa ha mandato un messaggio di vicinanza. "Penso con affetto e ricordo con gratitudine - ha scritto Bergoglio - l'intensa opera culturale e pastorale profusa" da questo "benemerito fratello", che ha "testimoniato con gioia il vangelo e servito docilmente la Chiesa". Francesco ha ricordato Tettamanzi come "pastore sollecito, totalmente dedito alle necessità e al bene dei sacerdoti e dei fedeli tutti, con una peculiare attenzione ai temi della famiglia, del matrimonio e della bioetica, dei quali era particolarmente esperto". Il telegramma è firmato personalmente dal Papa e indirizzato al cardinale Angelo Scola e a monsignor Mario Delpini.

Uno degli arcivescovi più amati di Milano

Tettamanzi è stato uno degli arcivescovi più amati di Milano e resse l’incarico nel capoluogo lombardo dal 2002 al 2011. Raccolse il testimone, non facile, dal cardinale Carlo Maria Martini, intellettuale di spessore e grande biblista. La carità, il lavoro, i malati, i detenuti, i bambini, l'amore per gli altri, i migranti, l'inclusione: questi alcuni dei tanti temi su cui batteva e ribatteva. La disoccupazione, in particolare, era per lui il “male” da combattere, tanto da avere costituito il “Fondo famiglia-lavoro” per dare un aiuto a chi era stato colpito dalla crisi economica: mise a disposizione subito un milione di euro.

La carriera ecclesiastica

Tettamanzi è stato ordinato sacerdote nel 1957 da Giovanni Battista Montini, allora arcivescovo di Milano e futuro papa Paolo VI, prima del dottorato in Sacra Teologia alla Pontificia università gregoriana. Rettore del Seminario lombardo di Roma e docente di morale alla Gregoriana, poi arcivescovo di Ancona, quindi segretario della Cei e infine cardinale e arcivescovo prima di Genova e poi di Milano per nove anni, dall'11 luglio 2002 al 28 giugno 2011, Tettamanzi non ha mai rinunciato alla sua attività di teologo, svolgendo un ruolo di intellettuale di spicco in ambito teologico, attivo nel dibattito pubblico. Molto stimato in Vaticano, dove ha ricoperto numerosi ruoli di consulenza e collaborazione, ha partecipato nel corso della sua lunga carriera ecclesiastica ad incontri, convegni, corsi di aggiornamento teologico-pastorali per sacerdoti e laici in Italia e all'estero e collaborato con L'Osservatore Romano e Avvenire. Il cardinale Tettamanzi ha dedicato una parte importante della sua vita all'insegnamento e all'attività accademica di materie teologiche, approfondendo soprattutto le questioni di morale fondamentale e di morale speciale, con una preferenza per temi come il matrimonio, la famiglia, la sessualità e la bioetica. Per dieci anni, dal 1979 al 1989, è stato consulente ecclesiastico della Confederazione italiana dei Consultori familiari di ispirazione cristiana; per l'Oari, il Movimento per una pastorale di comunione e speranza per l'uomo che soffre, è stato prima responsabile culturale, poi presidente; è stato anche assistente ecclesiastico dell'Associazione Medici cattolici italiani.

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