Corruzione, arrestati 12 dipendenti dell’Agenzia delle Entrate

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L’operazione dei carabinieri di Caserta ha riguardato gli impiegati della Conservatoria di Santa Maria Capua Vetere

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito 12 misure cautelari nei confronti di altrettanti dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, con accuse di corruzione, abuso d’ufficio, truffa aggravata e falso. I reati riguardano un presunto giro di certificazioni rilasciate attraverso "corsia privilegiata" in cambio di denaro.

L’indagine e le accuse

L’operazione dei carabinieri ha riguardato le provincie di Caserta, Napoli, Frosinone. A coordinare l’indagine ci sono i magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere. Sotto la lente sono finite le attività di un gruppo di impiegati della Conservatoria della stessa località della provincia di Caserta.  Secondo i reati ipotizzati dalla procura, gli impiegati pubblici, in cambio di denaro, fornivano ai richiedenti certificazioni senza il versamento della relativa imposta di bollo e senza il passaggio attraverso l’apposito sportello riservato al pubblico.

Professionisti coinvolti

In questo sistema erano coinvolti tanti professionisti di Campania e Lazio. Si tratta di avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri, visuristi, impiegati di studi notarili: professionisti che avevano bisogno di documenti o informazioni come ispezioni, misure e visure catastali. Questi si rivolgevano ai dipendenti per pagare una cifra inferiore rispetto a quella dovuta per ottenere i certificati, scavalcando in questo modo i tempi burocratici e le file necessarie per il loro rilascio.

Le intercettazioni

In cambio, i dipendenti prendevano mazzette pari, di solito, alla metà del costo del documento. "Ogni mese con questi 500 euro riesco ad arrotondare lo stipendio e con questi soldi mi pago il mutuo", dicevano gli indagati nelle conversazioni intercettate. Qualche dipendente sosteneva di guadagnare anche "50 euro al giorno".

"Sistema consolidato" 

"Un sistema consolidato che probabilmente andava avanti da decenni. Pensiamo dal 2002", ha detto il procuratore capo Maria Antonietta Troncone. In carcere sono finiti tre dipendenti, altri due ai domiciliari. Mentre le restanti sette misure hanno riguardato 4 professionisti raggiunti da divieto di dimora nella provincia di Caserta, e 3 colpiti da divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale. Per giustificare l'assenza di bollo, i documenti venivano classificati ad "uso ufficio" oppure "esenti" come succede, per esempio, per le richieste da parte della Forze dell'Ordine. Dalle intercettazioni ambientali, telefoniche, e video, è emerso che il sistema era così consolidato e radicato che gli utenti già conoscevano le cifre da pagare.

Le ritorsioni

L’indagine nasce dalla segnalazione di un dipendente interno. "Il dato allarmante – ha sottolineato il procuratore - è dato dal fatto che la persona che per prima aveva denunciato è stata oggetto di ritorsioni, per esempio gli sono state bucate le ruote dell'auto".

Data ultima modifica 18 luglio 2017 ore 16:47

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