Coppia dell’acido, confermata condanna di 23 anni a Boettcher

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La Corte d’appello di Milano ha riconosciuto l’ex broker, accusato di lesioni gravissime e associazione per delinquere, colpevole di due aggressioni: quella contro Stefano Savi, rimasto sfigurato, e quella contro Giuliano Carparelli, scampato all’attacco

La Corte d'appello di Milano ha confermato la condanna di primo grado a 23 anni per Alexander Boettcher, il 32enne accusato di lesioni gravissime e associazione per delinquere per una serie di aggressioni con l’acido realizzate insieme all’ex fidanzata Martina Levato e il complice Andrea Magnani.

La condanna per due attacchi con l’acido

L'ex broker finanziario è stato ritenuto responsabile, in concorso con la Levato e Magnani, di due aggressioni con l’acido avvenute a Milano nel novembre 2014: una ai danni di Stefano Savi e l’altra, fallita, contro il fotografo Giuliano Carparelli. Il primo era stato colpito per uno scambio di persona, mentre il secondo era sfuggito all'agguato. 

L’aggressione a Barbini

Boettcher, che è già stato condannato in secondo grado a 14 anni di reclusione anche per aver gettato acido contro Pietro Barbini il 28 dicembre 2014, quando i due giovani vennero arrestati, ha accolto apparentemente impassibile il verdetto in piedi nella gabbia riservata ai detenuti.

Confermata la richiesta del pg

È stata quindi esaudita la richiesta di conferma della condanna del sostituto pg di Milano Maria Grazia Omboni, che aveva anche domandato la trasmissione in Procura del verbale delle dichiarazioni rese dall'ex amante Martina Levato, condannata anche lei per i blitz, affinché si proceda contro Boettcher anche per la tentata evirazione di Antonio Margarito "in concorso" con l'ex studentessa bocconiana. Lo scorso 10 maggio la ragazza aveva raccontato che il "piano perverso" delle aggressioni con l'acido e il tentativo di evirazione di Margarito "provenivano" dalla "mente" dell’ex broker e, secondo il pg, anche se Martina "non era vittima e succube di Boettcher come ha voluto presentarsi entrambi hanno agito in modo determinato”.

La difesa: “Ha riparato al male subito dalle vittime”

La difesa, rappresentata gli avvocati Corrado Limentani e Ermanno Gorpia, oltre a puntare in particolare sull' assoluzione per l'aggressione a Stefano Savi, avevano sostenuto che il giovane "ha ammesso di fatto i propri errori e manifestato, anche in aula, lo sconcerto per il dolore delle vittime". Inoltre, secondo i legali, sarebbe stato scorretto confermare i 23 anni di condanna perché Boettcher ha chiesto "perdono alle vittime" e ha "riparato interamente al male che hanno subito" risarcendole con una transazione fuori dal processo per "diversi milioni di euro".

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Data ultima modifica 13 luglio 2017 ore 19:52

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