Pedone passa col rosso, Cassazione lo condanna per morte motociclista

Foto d'archivio, GettyImages
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L'uomo era passato dietro l'autobus dal quale era appena sceso e aveva così provocato la morte del centauro. La vittima infatti lo vide spuntare all'improvviso 

 

Linea dura della Cassazione contro gli attraversamenti selvaggi che provocano vittime in strada: un pedone è stato infatti condannato dalla Cassazione per aver causato la morte di un motociclista, attraversando con il rosso e passando dietro l'autobus dal quale era appena sceso.
La sentenza definitiva è di un anno di reclusione, pena sospesa con la condizionale, per concorso colposo in misura del 75% nella morte del centauro. Il pedone deve risarcire i familiari del motociclista con 150mila euro di indennizzo, così come stabilito dalla Corte di Appello di Milano il 26 febbraio del 2015.

La dinamica dei fatti

Secondo la ricostruzione della Corte il pedone aveva attraversato la strada con il rosso, passando dietro l'autobus dal quale era appena sceso: così facendo aveva provocato la morte del centauro che proveniva dal senso opposto di marcia ed era finito, al termine di una carambola, contro un palo della segnaletica stradale.
Il motociclista è morto poco dopo essere stato trasportato in ospedale per le gravissime lesioni alla testa e al torace riportate nell'impatto.

Le motivazioni della sentenza

Ad avviso della Cassazione "tenuto conto dell'assenza di tracce di frenata, della presenza di almeno un mezzo di grosse dimensioni che occultava la visibilità dei pedoni e della rapidità con cui è avvenuto l'investimento, correttamente i giudici di merito hanno concluso che il motociclista si trovasse a così breve distanza dall'attraversamento pedonale, da non poter utilmente arrestare il proprio veicolo in condizioni di sufficiente sicurezza anche volendo ipotizzare che il semaforo proiettasse per i veicoli luce gialla e non verde".

Data ultima modifica 04 luglio 2017 ore 18:27

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