Savona, ergastolano in semilibertà fa perdere le tracce

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L’uomo, conosciuto come "Johnny lo Zingaro", il 30 giugno non si è presentato alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte, dove lavora. Le forze dell’ordine lo stanno cercando

Dalla mattinata del 30 giugno non si hanno più notizie di Giuseppe Mastini, ergastolano 57enne. L'uomo, noto col sopranome di "Johnny lo Zingaro", si sarebbe dovuto presentare al lavoro a Cairo Montenotte, in provincia di Savona, dopo aver lasciato il carcere di Fossano (Cuneo) dove è detenuto in regime di semilibertà. Le forze dell'ordine hanno iniziato a cercarlo, e nella serata di venerdì è scattato anche formalmente il reato di evasione

Finito anche nell’inchiesta Pasolini

Mastini è finito in carcere per la prima volta nel 1975, all’età di 15 anni, quando, nel tentativo derubare il tranviere Vittorio Bigi, lo uccise. Da quell’episodio sono stati molti altri i reati a carico dell'uomo, finito anche nell'inchiesta per la morte di Pier Paolo Pasolini a causa della sua amicizia con Giuseppe Pelosi, il sospettato poi giudicato colpevole dell’omicidio dell’intellettuale. Mastini ha sempre negato di avere avuto un ruolo in quella vicenda. Al momento "Johnny lo Zingaro" sta scontando una condanna all’ergastolo, ricevuta nel 1989, nel carcere di Fossano. Da qualche anno gode della semilibertà e lavora alla scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte.

Già due evasioni alle spalle

Dal carcere, Giuseppe Mastini è evaso già in due occasioni. La prima nell’estate del 1983, quando riuscì ad allontanarsi dal penitenziario di Casal del Marmo (Roma), dove era detenuto, per poi essere arrestato dopo una sparatoria con la polizia. E la seconda volta quattro anni più tardi quando riuscì ad evadere dal carcere dell'isola di Pianosa, in provincia di Livorno. In quell’occasione, però, la cattura fu molto più complicata: Mastini era riuscito ad ottenere una licenza premio per buona condotta grazie alla quale si era allontato rendendosi protagonista di furti di diverse auto, rapine a benzinai e il sequestro di una ragazza, Silvia Leonardi. Durante la caccia all’uomo ci fu anche una sparatoria con una pattuglia di agenti, durante la quale la guardia Michele Giraldi, ferì un brigadiere dei carabinieri, Bruno Nolfi. Mastini si arrese solo nel 1987, quando fu circondato da agenti e carabinieri nelle campagne di Mentana, in provincia di Roma.

Il sindacato chiede un’inchiesta parlamentare

"Certi fatti dimostrano il degrado a cui sono giunte le Istituzioni penitenziarie, soprattutto laddove il buonismo fuori luogo applicato ad oltranza nei confronti dei detenuti – ha dichiarato commentando l’accaduto il segretario generale dell'Organizzazione sindacatale autonoma polizia penitenziaria, Leo Beneduci - reca danno dapprima ai poliziotti penitenziari del tutto abbandonati a se stessi e poi agli inermi cittadini". Per questa ragione, ha annunciato Beneduci, il sindacato chiede "l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare che faccia finalmente luce sulle disfunzioni e sugli sprechi dell'attuale politica penitenziaria nazionale nonché sui danni arrecati dagli attuali vertici dell'Amministrazione penitenziaria Centrale".

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