Torino, caos in piazza: dal Comune nessuna risposta sui risarcimenti

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Dopo i fatti del 3 giugno in piazza San Carlo, l'amministrazione non si esprime sulla presunta mancanza di copertura assicurativa dell'evento. Per palazzo Civico la responsabilità era della partecipata "Turismo Torino". Indagini in corso

Ancora nessuna risposta del Comune di Torino allo studio legale Ambrosio&Commodo. Dallo scorso 9 giugno, i legali avevano iniziato a inviare a Palazzo civico le domande di risarcimento per alcune persone rimaste ferite nella corsa della folla in piazza San Carlo, la sera del 3 giugno. Nella richiesta si precisava che l’amministrazione avrebbe dovuto rispondere entro 15 giorni. "Dal Comune, per adesso, non ci ha contattato nessuno”, spiega l'avvocato Gino Arnone, "le prossime domande saranno inviate anche all'ente organizzatore Turismo Torino, che per noi, insieme all’amministrazione, è responsabile di quanto avvenuto". 

Indagini in corso

Proprio sulla gestione dell’evento, "c’è un'indagine della magistratura in corso", ha spiegato il Comune che, però, sulla questione di una presunta mancanza della sottoscrizione di un’assicurazione civile non può "dire nulla". Come ha precisato più volte palazzo Civico, l’organizzazione dell’evento che si è tenuto nella piazza durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, sarebbe stata affidata alla partecipata Turismo Torino e a questa sarebbero spettata anche la parte della copertura assicurativa. Resta comunque da capire quali siano le responsabilità dell'ente e quali quelle del Comune e proprio su quest’aspetto starebbe indagando la procura torinese che ha già aperto un fascicolo d'indagine ipotizzando i reati di omicidio colposo - in relazione alla morte di Erika Pioletti, nella calca - e lesioni plurime. I primi interrogatori, come riporta La Stampa, dovrebbero iniziare il 26 giugno e in procura si dovrebbero presentare, nelle fasi iniziali, i funzionari di Turismo Torino e del Comune. Al momento non ci sarebbero indagati e le persone che verranno convocate saranno ascoltate come testimoni dei fatti.

Non solo ferite, ma anche stress e paura

Gli avvocati dello studio che ha presentato le domande di risarcimento, intanto, hanno comunicato ai loro assistiti, fra cui il bambino rimasto schiacciato dalla folla e poi salvato, di raccogliere e conservare tutte le informazioni sanitarie che riguardano i danni subiti. "Non si tratta solo di problemi fisici", ha spiegato il legale, "molte persone lamentano anche stress, paura, per non parlare dei danni patrimoniali", perché "quasi tutti quella sera in piazza hanno smarrito portafogli, smartphone, borse e altri oggetti personali". 

L'iter di risarcimento

Per ogni singolo caso, l'iter prevede l'invio di una richiesta di risarcimento al responsabile del danno e la successiva apertura di una trattativa finalizzata a trovare un accordo che vada bene a entrambe le parti. Se non si raggiunge un'intesa, lo studio legale notificherà un atto di citazione al giudice, a cui spetterà la quantificazione del danno. "L'importo del risarcimento", come spiega il legale, "potrà essere calcolato solo a guarigione avvenuta. Non aspetteremo che tutti siano guariti, ma partiremo di volta in volta con i singoli casi". 

 

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