Camper incendiato a Roma, l’autopsia: arse vive le tre sorelle

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Elizabeth, Angelica e Francesca sono rimaste intrappolate quando il mezzo era già avvolto dalle fiamme. Sono morte bruciate, non a causa delle esalazioni del fumo

Sono morte bruciate vive, e non per le esalazioni da fumo, Elizabeth, Angelica, Francesca, le tre sorelle di etnia rom coinvolte nel rogo del camper avvenuto il 10 maggio scorso nel parcheggio di un centro commerciale al Casilino (Le foto del camper distrutto). E’ l’ultimo orrore, in ordine di tempo, che emerge sul caso dell’incendio appiccato al mezzo della  famiglia Halinovic. L'autopsia svolta dal medico legale Antonio Oliva, su delega della Procura, conferma che le tre sorelle non hanno fatto in tempo a fuggire dal camper, come è successo a mamma, papà e agli altri sei fratelli.

Sono rimaste intrappolate

Secondo quanto ricostruito, infatti, le tre sorelle di 20, 8 e 4 anni dormivano sul livello più alto del veicolo e sono rimaste intrappolate quando il camper era già avvolto dalle fiamme. Secondo le indagini, l’incendio è stato provocato da una bottiglia incendiaria lanciata nell’abitacolo da un uomo tuttora ricercato.

Caccia all’uomo

Il sospetto è stato filmato martedì notte da una telecamera di sorveglianza mentre, col volto coperto, lancia una molotov contro il mezzo della famiglia Halilovic. Le indagini della squadra mobile, accantonata la pista dell'odio razziale, si sono concentrate subito sull'ipotesi di una vendetta tra clan rom, anche sulla base delle minacce che il capofamiglia, Romano Halilovic, avrebbe ricevuto negli ultimi tempi. In passato in alcuni accampamenti della Capitale si sono registrate risse e violenze, ad esempio tra serbi e bosniaci, anche in campi dove avevano vissuto gli Halilovic, che sono di origine bosniaca.

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