Vaccini non iniettati, legale infermiera: forse conservati male

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La procura di Treviso ha notificato l’avviso di garanzia all’assistente sanitaria che avrebbe finto di vaccinare centinaia di bambini in Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il suo avvocato a Sky TG24: “Atto dovuto dopo la gogna mediatica. La mia assistita è molto turbata”

“Il cattivo metodo di conservazione dei vaccini potrebbe averne annullato l’effetto”. Questa la tesi difensiva sostenuta dal legale dell’infermiera accusata di aver finto di somministrare i vaccini a centinaia di pazienti tra Veneto e Friuli. L'avvocato Paolo Salandin parla alle telecamere di Sky TG24 e spiega: "L’avviso di garanzia è un atto dovuto, dopo settimane di gogna mediatica".

Le finte vaccinazioni

La vicenda delle presunte vaccinazioni false era scoppiata a metà aprile, quando la procura di Treviso e la Asl trevigiana avevano avviato un’inchiesta per appurare la fondatezza dei sospetti sull’operato della 31enne assistente sanitaria trevigiana. L’infermiera era stata immediatamente sospesa dal servizio e la Asl di Treviso aveva avviato una massiccia campagna di richiamo vaccinale su circa 500 pazienti. A conclusione delle indagini, i pm di Treviso hanno notificato l'avviso di garanzia alla donna, che ora risulta indagata per falso, peculato e abuso d'ufficio.

Da Treviso a Udine

Ma sulla vicenda delle vaccinazioni false ha cominciato a muoversi anche la procura di Udine, considerato che l'infermiera ha operato per sei anni nel distretto sanitario di Codroipo. Il fascicolo, per ora contro ignoti, è stato aperto dopo il colloquio con l'autorità sanitaria locale. Due le ipotesi di reato attualmente al vaglio: l'omissione di atti d'ufficio e la falsità in certificazioni. La 'task force' del Friuli Venezia Giulia ha deciso il richiamo di 7.000 pazienti.

“Cattivo metodo di conservazione dei vaccini”

“La mia assistita è molto turbata, dopo 15 giorni di gogna mediatica. Ci aspettavamo l’avviso di garanzia, è un atto dovuto” spiega il legale dell’infermiera, Paolo Salandin. “Lei nega ogni addebito e confida che la magistratura faccia chiarezza. Confidiamo che la questione venga analizzata in tutta la sua complessità: il cattivo metodo di conservazione dei vaccini potrebbe averne annullato gli effetti”.

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